sabato, 10 marzo 2007

Questo doveva essere il governo del rilancio della scuola italiana, almeno a parole. Invece oggi stiamo constatando che le promesse in realtà non erano altro che chiacchiere elettorali! Dopo l’allarme lanciato dai sindacati e genitori della regione Emilia Romagna [link] e quelli della Liguria [link], circa il taglio del tempo pieno e delle risorse alla scuola, al coro si sono aggiunti i toscani [link]. I segretari provinciali di Flc Cgil, Cisl Scuola, e Uil Scuola, in un comunicato congiunto hanno denunciato i pesanti tagli di “Fioroni Mani di Forbice” (slogan coniato dai COBAS-Scuola [link]che in tempi non sospetti avevano denunciato le intenzioni del governo) nel documento si legge: sono stati effettuati tagli agli organici del personale docente su tutto il territorio nazionale. Tagli che per la Toscana, e per la provincia di Firenze in particolare, risultano insostenibili, perché impediscono il normale svolgimento dell'attività scolastica, costringono i Collegi docenti e i dirigenti scolastici ad impostare “programmazioni orarie per la copertura del servizio restrittive, fantasiose e assolutamente inefficaci per l'utenza”. Rivendicazioni sacrosante, ma la cosa che ogni volta mi lascia perplesso è il ritardo che caratterizza l’azione dei sindacati che più che confederali ormai sembrano “governativi”.

I COBAS, quando i tecnici scrivevano la Finanziaria sotto dettatura di Padoa Schioppa & Co., già denunciavano la volontà politica di tagliare risorse alla Scuola. E’ mai possibile che tre organizzazioni del calibro di Cgil, Cisl e Uil non se ne accorgevano? O in realtà facevano finta di non accorgersene? Erano molto attenti invece alla legge di riforma del TFR, chissà come mai... Certamente se si fosse fatto uno sciopero in quel periodo forse la Scuola qualcosa avrebbe ottenuto. Indirlo per il 13 aprile a giochi già fatti, farà solo perdere una giornata lavorativa al comparto, con relativa perdita economica, e non si otterrà un bel niente! Bravi!

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giovedì, 15 febbraio 2007

I Cobas-Scuola della regione Piemonte si sono riuniti in Congresso a Torino per confrontarsi sulle problematiche relative al ruolo delle RSU della Scuola e per denunciare la censura nei loro confronti ad opera dei sindacati confederali e per mano dei dirigenti scolastici.

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martedì, 09 gennaio 2007


Ieri sera, come di consueto, ho seguito il TG3 delle 19:00, tra le varie notizie ha riportato quella relativa all’investimento del TFR, con un servizio da Cassino con i lavoratori della FIAT. Più che un servizio giornalistico mi è sembrato uno spot a favore dei fondi pensioni chiusi di categoria, ricordo che l’assegno integrativo non è reversibile, dunque venendo a mancare il beneficiario il fondo pensione cesserà la sua erogazione. Inoltre si è stimato che in media l’ammontare dell’assegno sarà intorno ai 100/150 euro al mese. Vista la cifra ridicola e la non reversibilità della pensione integrativa, mi chiedo se non sia meglio comprare con la liquidazione un box auto e poi darlo in affitto? Se ne avrebbe un doppio vantaggio: la proprietà in caso di morte  succederebbe agli eredi e garantirebbe grossomodo la stessa rendita dei fondi pensione. Intanto l’ADUSBEF condanna senza possibilità di appello i fondi pensioni aperti. Secondo l’associazione dei consumatori, l'industria del risparmio gestito ha un patrimonio pari a 609 miliardi di euro ed è monopolizzata dalle banche (quasi la metà del mercato è in mano ai due gruppi Intesa Sanpaolo e Unicredit), ma «le performance sono molto deludenti», visto che «i professionisti del risparmio non sono riusciti nell'80% delle volte a raggiungere i benchmark prefissati» e che «le commissioni di gestione sono tra le più elevate al mondo, con 5,5 miliardi di euro l'anno».
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venerdì, 17 novembre 2006
Lo sciopero indetto oggi dal Cobas ha portato in 27 piazze italiane più di 300 mila manifestanti! Un grande successo, secondo il portavoce nazionale Piero Bernocchi. Secondo gli organizzatori si sono astenuti dal lavoro più di un milione e mezzo di lavoratori, e nei cortei si urlavano slogan contro i “padroni” e i servi di questi padroni stavolta colorati di un rosso spento! 
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mercoledì, 15 novembre 2006

I casi di bullismo non si sono ad un tratto moltiplicati, no, ci sono sempre stati, se ne parlava solo tra addetti ai lavori. Dopo l’episodio di violenza ai danni dello studente diversamente abile, i media hanno deciso di accendere i riflettori su un fenomeno che se non arginato, rischia di diventare una vera e propria piaga sociale. Gli inquirenti oggi hanno scoperto che gli autori del video choc delle torture contro il compagno down, sono tutti minorenni e frequentano la succursale dell'istituto professionale “Steiner” di Torino. Li ha smascherati uno studente della stessa scuola che nel vedere le immagini ha riconosciuto la classe e si è presentato alla Procura di Torino per raccontare quello che sapeva. Intanto sembra che a livello istituzionale qualcosa stia iniziando a muoversi, almeno per quanto riguarda i videogiochi violenti, si parla di istituire un’Autority “ad hoc” che impedisca a questo genere di video games di arrivare nei negozi e un “indispensabile intervento” penale per vietare quelli già commercializzati. E’ solo il primo passo, speriamo che ne seguano altri soprattutto mirati a coinvolgere tutte le agenzie educative e non solo la Scuola, da sola non basta!

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lunedì, 13 novembre 2006
In questi anni continuano a moltiplicarsi gli episodi di bullismo: il fenomeno è ormai dilagante al tal punto da rappresentare una vera e propria piaga sociale.  La Scuola da sola non riesce purtroppo a far fronte a tali complesse problematiche, che invece richiederebbero l’intervento congiunto di tutte le agenzie educative e non. Il bullismo è un fenomeno che si manifesta in modi diversi e non sempre evidenti: molto spesso esso consiste in atteggiamenti violenti (sia fisici che psicologici) da parte di adolescenti nei confronti di coetanei, ma talvolta vittime della violenza sono gli adulti stessi. Grande scalpore ha destato l’episodio della supplente del milanese sorpresa in atteggiamenti equivoci con cinque alunni, episodio di cronaca riportato nei telegiornali insieme ad un caso di pedofilia. I mass media hanno riportato la notizia dando per scontata la colpevolezza della donna, ma esaminando la vicenda da un altro punto di vista tale colpevolezza non appare più così scontata: da un articolo apparso sul Corriere della Sera emerge il ritratto di una persona psicologicamente fragile e la descrizione di un gruppetto di “bulletti” smaliziati che, dopo l’episodio, lungi dall’essere traumatizzati, si fanno beffa della loro “vittima”. La realtà di alcune scuole, soprattutto quelle che gravitano intorno a grossi centri, come in questo caso, è ormai tristemente nota: ci sono adolescenti che già in tenera età sono capaci delle peggiori nefandezze, al pari o meglio di delinquenti consumati. Data per scontata la gravità dell’episodio, resta perciò da chiedersi se nel caso specifico le vere vittime siano i minori o in realtà sia l’adulto.
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lunedì, 13 novembre 2006


Il governo ha deciso di eliminare entro il 2010 le graduatorie permanenti, vale a dire le liste provinciali formate da precari abilitati in attesa di un incarico di supplenza o di immissione in ruolo. Questa scelta ha gettato nel panico le centinaia di miglia di precari iscritti nelle graduatorie permanenti, temono che la tanto sbandierata soluzione del precariato passi dall’eliminazione delle liste che contengono appunto i precari. Ciò significa che migliaia di docenti precari non rientreranno nelle previste immissioni in ruolo perderanno lo "status" di precario e probabilmente si ritroveranno a dover ricominciare da capo, dopo aver lavorato anni con la speranza di ottenere il posto in ruolo. Molti parlamentari, tra i quali Folena, hanno presentato in Parlamento emendamenti alla Finanziaria proprio per cercare di scongiurare la loro soppressione. Staremo a vedere quale linea adotterà il governo per risolvere l’annosa questione del precariato. E' giosto però ricordare che il precariato non si risolve cancellando i precari, semmai immettendoli in ruolo, chissà se questo il governo lo ha capito!

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domenica, 12 novembre 2006

Un'insegnante di matematica di scuola media di 33 anni è stata sorpresa nuda assieme ad alcuni suoi allievi. Il fatto è avvenuto in una scuola media Milanese e ha dell'incredibile. Ovviamente la professoressa è stata immediatamente sospesa e denunciata ma il fatto è preoccupante e va analizzato a fondo, alla radice di un disagio forse determinato dall'eccessiva esposizione all'Hard che subiscono i nostri giovani. E' giusto che i nostri giovani conoscano l'esatta dimensione del sesso e non gli aspetti più hard troppo spesso veicolati dai media.

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mercoledì, 08 novembre 2006

Il 17 novembre la scuola e i sindacati che non scendono a compromessi in cambio di favoritismi scioperano per i seguenti motivi:

· contro i tagli alla scuola pubblica e i finanziamenti alla scuolaprivata previsti nella Finanziaria e per massicci investimenti nell'istruzione pubblica;

· per l'abrogazione delle leggi Moratti;

· per il rinnovo del contratto scaduto da dieci mesi, con almeno 300euro di aumento uguale per tutti/e, docenti ed Ata, e per lacorresponsione immediata dell'indennità di vacanza contrattuale;

· per l'assunzione di tutti/e i precari e la parità normativosalarialetra lavoratori/trici precari e stabili;

· contro i tagli alle pensioni, il furto del TFR e la truffa dei fondipensionecome Espero;

· per la conversione delle spese militari (missioni belliche inprimis), previste nella Finanziaria, in spese sociali;

· per il giusto inquadramento degli Ata ex Enti Locali

· per la restituzione del diritto di assemblea ai Cobas e a tutti idocenti ed Ata

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martedì, 24 ottobre 2006

il comma f, dell'articolo 66 della Finanziaria, taglia 5 ore ai professionali

Tra le pieghe della Finanziaria, guardando con attenzione, in un trafiletto, si legge qualcosa di disgustoso, precisamente all’art 66 al comma f che recita:

"il miglioramento dell’efficienza ed efficacia degli attuali ordinamenti dell’istruzione professionale anche attraverso la riduzione, a decorrere dall’anno scolastico 2007/2008, dei carichi orari settimanali delle lezioni, secondo criteri di maggiore flessibilità, di più elevata
professionalizzazione e di funzionale collegamento con il territorio".

Questo comma di fatto riforma un importante segmento dell’istruzione: gli istituti professionali. Attualmente questa tipologia di scuola impegna i propri studenti per 40 ore settimanali, perché una fetta sostanziosa del monte ore viene impiegata nella didattica dei laboratori vale a dire del saper fare. Con queste poche righe il governo, nascondendosi dietro una fantomatica logica di flessibilità, ne taglia 5 senza specificare quali.
Il metodo utilizzato (legge Finanziaria) sta inorridendo l’intero comparto scuola (neanche il ministro Moratti aveva osato tanto) peraltro nessun sindacato ha evidenziato questa nefandezza, forse perché in questi giorno sono fin troppo presi dalla gestione del TFR (19 miliardi di euro l’anno). A questo punto non mi rimare che prendere atto della slealtà degli uomini che compongono questo governo!
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domenica, 22 ottobre 2006

Mancano ancora, a parte la scuola - dice il segretario generale della Fp-Cgil Carlo Podda - tutti i fondi complementari di categoria. Se il governo non farà rapidamente gli adempimenti necessari la norma per i lavoratori pubblici non potrà partire dal 2007 come per gli altri. È un diritto che aspettano da dieci anni”.  In effetti il piatto è ricchissimo: 13 miliardi di euro l’anno. A tanto ammonta il TFR (trattamento di fine rapporto) dei lavoratori dipendenti. Podda non vede l’ora di poterlo gestire e la riforma voluta dal governo sembra volerlo accontentare, ma ancora manca un ultimo tassello, il più importante: il silenzio assenso! Come potete ben capire si giocherà sulla distrazione dei lavoratori: chi si dimenticherà di “avvisare” attraverso un’auto-dichiarazione scritta che mette in chiaro di non voler gettare nel “calderone senza fondo” i propri risparmi, si vedrà automaticamente iscritto alla previdenza integrativa.

L’anno scorso REPORT ha trattato con molta chiarezza l’argomento, illustrando nei dettagli come vengono investiti in borsa i soldi dei lavoratori, vi invito a rivedervi il filmato [link].

Da gennaio quindi si aprirà la scelta se lasciare il proprio Tfr in azienda o se destinarlo alla previdenza integrativa. Se il lavoratore non si esprimerà il suo Tfr andrà, grazie al meccanismo del silenzio assenso, direttamente al fondo negoziale della categoria a cui appartiene, prima di aderire documentatevi, leggete con attenzione il contratto  e non fidatevi ad occhi chiusi di chi ve lo propone anche se è travestito da rappresentante dei lavoratori, in realtà vi sta vendendo un fondo pensione!

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mercoledì, 11 ottobre 2006

Ci risiamo: le università ancora una volta si fanno trovare impreparate nell'organizzazione dei corsi abilitanti per gli insegnanti della Tab.A. (decreto 85/05). In particolare stanno vivendo un momento di disagio i corsisti piemontesi della classe di concorso A047. Sembra che presso l'università di Torino non vi siano aule disponibili per il normale svolgimento dei corsi: al mattino sono occupate dagli studenti, il pomeriggio le università sono affollate dai corsisti delle SIS, tant'è che a causa di carenza dei locali si è costretti a ricorrere a strutture esterne, il sabato sono chiuse e per finire non sono disponibili i laboratori per le esercitazioni. Una situazione a dir poco incresciosa che rischia di penalizzare questa tipologia di insegnati che nonostante abbia versato una consistente somma di denaro per poter partecipare ai corsi abilitanti rischia di non conseguire l'abilitazione in tempo utile per inserirsi regolarmente nella graduatorie permanenti e sperare poi nell'immissione in ruolo. Gli stessi responsabili dei corsi si sono rivolti ai corsisti nella speranza di raccogliere qualche utile suggerimento per ovviare a questi problemi organizzativi, ammettendo quasi di navigare a vista!

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mercoledì, 04 ottobre 2006


La Finanziaria stanzia 17 milioni di euro per il 2007 per campagne informative «intese a promuovere adesioni consapevoli» ai fondi pensione, insomma pubblicità a spese della collettività per aderire ai fondi pensione (per la Scuola ESPERO). Chi gestirà questi fondi? Semplice: sindacati e rappresentanti del ministero uniti in un connubio matrimoniale. Le cifre sono da capogiro 13 miliardi di euro l’anno, una montagna di soldi, ma siamo sicuri che saranno investiti in maniera corretta? A tal proposito la scorsa stagione televisiva REPORT ha dedicato una puntata proprio di approfondimento su queste tematiche, ne sono emerse delle belle, vi consiglio di seguire con attenzione il filmato [link]. Oggi, stranamente, la legge Finanziaria anticipa la liberalizzazione del TFR e, quasi, costringe gli impiegati ad aderirvi, nel contempo finanzia una campagna informativa, con i soldi di tutti, di 17 milioni di euro per il solo 2007. Non sarà mica per questo motivo che i sindacati elogiano la nuova Finanziaria? 
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sabato, 30 settembre 2006

Nei primi giorni del mese di dicembre si voterà per rieleggere le RSU della scuola. L’appuntamento serve a misurare la rappresentanza nazionale dei vari sindacati, proprio come le elezioni nazionali. I programmi e le idee sono discussi nelle Assemblee all’interno delle scuole che si trasformano in veri e propri “comizi” dove alla fine si chiede il voto ai lavoratori. Non tutte le sigle però godono di questo “privilegio”; ai COBAS  ad esempio, gli è permesso di presentare le liste quindi di candidare i propri rappresentanti ma non di fare Assemblee con gli elettori-lavoratori. Un paradosso che si traduce in libertà negata, un modo forse per tappare la bocca a chi fa sindacato a prescindere della politica e che non gode, a differenza di altre sigle, di nessun privilegio.

Per tale motivo, il 2 ottobre (ore 16) 3 membri dell’esecutivo nazionale COBAS inizieranno lo sciopero della fame per chiedere il diritto d’assemblea. A loro va la mia personale solidarietà con la speranza che il ministro Fioroni garantisca anche per questa sigla sindacale la libertà di parola finora negata!

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mercoledì, 06 settembre 2006
Per Padoa Schioppa in Italia ci sono 100.000 insegnanti di troppo. Dove andrà a finire la promessa delle immissioni in ruolo per i precari? E dire che durante la campagna elettorale l'Unione ha parlato di immissione in ruolo del personale precario della scuola attraverso un piano pluriennale, ad oggi l'unico piano pluriennale proposto proviene dal Ministro delle finanze Padoa Schioppa e riguarda l'eliminazione di 100.000 cattedre in 5 anni. Una vera e propria mannaia pronta a far fuori migliaia di giovani speranzosi di entrare nel mondo della scuola. E le promesse? E Rifondazione Comunista e quelli Italiani e i sindacati, che fine hanno fatto? RC a dire il vero ha proposto di liberalizzare gli spinelli e di tagliare le pensioni un po’ alla volta, mah!
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mercoledì, 05 luglio 2006

Nella precedente tornata delle immissioni in ruolo, gli insegnanti tecnico pratici si sono visti penalizzati a causa della mancata assegnazione alle loro classi di concorso di una parte dei posti disponibili. Questo perché non era stato concluso l’iter delle procedure di abilitazione degli ITP. I posti in ruolo disponibili sono quindi stati girati ad altre classi di concorso. Le procedure per le future immissioni in ruolo definite dal D.M. 50 del 30 Giugno 2006, prevedono il recupero dei posti andati persi nello scorso anno scolastico: “Si richiama l’attenzione sul caso di posti già assegnati per l’a.s. 2005/2006 a graduatorie risultate esaurite o prive di aspiranti inseriti a pieno titolo, ma con aspiranti inseriti con riserva, in attesa del conseguimento del titolo di specializzazione sul sostegno o dell’abilitazione all’insegnamento. Qualora i posti in questione siano stati ridistribuiti, per tale motivo, dai Direttori Regionali ad altre graduatorie, si sottolinea la necessità del recupero di detti posti a favore delle graduatorie penalizzate, purché vi sia la disponibilità”. Ora, nella ripartizione dei posti da immettere in ruolo, i Dirigenti Regionali e i CSA provinciali non hanno tenuto conto di tale direttiva. Questo cosa significa?

a) Non sono state rispettate le disposizioni stabilite di concerto tra le OO.SS e i rappresentanti del Ministero;

b) Gli ITP sono stati penalizzati per l’ennesima volta.

Questo fa riflettere ancora una volta sul comportamento dei sindacati i quali anziché tutelare i diritti degli ITP latitano a livello degli organi decentrati.

 

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martedì, 28 marzo 2006

Vorrei ricordare agli insegnanti con contratto a tempo determinato con nomina fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), che il 30 marzo è la data ultima per aderire al fondo pensione Espero. I sindacati e i gestori del fondo (sindacati e rappresentanti del governo) si sono affrettati ad emanare il seguente comunicato:
"Ricordiamo che, per l'iscrizione al Fondo Espero, sono necessari tre mesi continuativi di contratto dalla data che appone la scuola sul modulo di adesione al termine del contratto stesso.
Dunque i lavoratori a tempo determinato con contratto in scadenza il 30 giugno possono ancora aderire al Fondofino al 30 marzo."
Ricordo che il fondo di pensione (Espero), nonostante la campagna informativa e pubblicitaria dei sindacati, stenta a decollare. A fronte di quasi 1.000.000 di dipendenti, vi hanno aderito appena in 48.000.  Le perplessità del personale scolastico sono infinite, una su tutte il rischio che lo stesso capitale investito non è garantito. 

C'è chi è contrario al Fondo Espero e chi volesse documentarsi può farlo cliccando quì.

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categoria:politica, scuola
giovedì, 23 marzo 2006

C’è un grande assente nei dibattiti politici televisivi: il precariato nella scuola. L’argomento sembra essere diventato un tabù, l’Unione si limita a parlare del disastro della riforma Moratti, e basta quello, per acquisire consensi dal mondo dell’istruzione. Ma non basta. La scuola ha tanti altri problemi che andrebbero affrontati e risolti, ne cito solo alcuni: l’edilizia scolastica, le attrezzature didattiche, stipendi europei, nuove metodologie didattiche che favoriscano la didattica dei laboratori. Il precariato però, rimane il problema maggiore. Negli anni, attraverso questa pratica, si è applicata una sorta di “liberalizzazione spinta” del lavoro. Il precariato ha garantito da sempre la flessibilità con contratti di supplenza a termine, ergo nessuna sicurezza economica, nessuna certezza lavorativa, nessuna possibilità di attingere ad un mutuo. Lo stesso sta avvenendo nel mondo del lavoro dipendente a seguito delle riforme Treu e Biagi. Come mai in passato  nessuno gridava allo “scandalo”? Forse perché il precariato è sempre stato una fonte inesauribile di “guadagno”, suddiviso in tessere sindacali e risparmi da parte dello Stato?  Oggi, ricordo, ci sono più di 200 mila insegnanti precari che aspettano di sapere quale tipo di futuro si sta loro preparando. Intendo dire che per conseguire l’abilitazione, devono  “passare” attraverso i corsi SISS gestiti dalle università, che hanno un costo superiore a 5000 Euro. Stranamente questo tema è scomparso dai dibattiti politici attuali.

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