giovedì, 07 giugno 2007

Certo che esistono preti capaci di abusi sessuali e pedofili. Certo che non dovevano prendere i voti. Ma da qui, a credere nella verità incontaminata del video firmato Bbc, ce ne passa. Ottanta docenti universitari che hanno visionato il documentario, hanno fatto notare una serie di falsità clamorose. A cominciare da quella che spaccia per documento segreto la lettera di Ratzinger, nella quale si fissava il regolamento di attuazione di una lettera apostolica di Giovanni Paolo II sui processi canonici. Quello che si definisce documento segreto, non soltanto era stato immediatamente pubblicato nel bollettino ufficiale del Vaticano, ma da allora continua ad essere consultabile sul sito della Santa Sede. Si afferma che l' istruzione vaticana "Crimen sollicitationis" del 1962 commina la scomunica a chi denuncia preti colpevoli di abusi sessuali, mentre è esattamente il contrario: è scomunicato chi, essendo a conoscenza degli abusi non li denuncia. Si confondono diritto canonico e diritto penale, la segretezza del processo canonico con il segreto del delitto, che non sta scritto in nessuna riga. Si ritiene che la nuova istruzione di Ratzinger "De delictis gravioribus" del 2001, renda più difficile perseguitare i preti accusati di pedofilia mentre al contrario lo rende più facile, facendo slittare il termine di decorrenza della prescrizione decennale dal momento in cui la piccola vittima ha compiuto i 18 anni di età. Agli esperti, il documentario quando andò in onda, circa un anno fa, sembrò quasi uno scherzo. Quel disgustoso pedofilo ex prete, le cui immagini aprono e chiudono il documentario, non sta parlando con la Bbc. Sta registrando un video concordato con gli avvocati di una causa civile miliardaria, contro la chiesa, i quali in cambio non si sono opposti a che questo mostro ricominciasse a circolare liberamente dopo sette anni di carcere.

Ma tutto serve, pur di scatenare una morbosa e brutale caccia alle streghe cattoliche. Una campagna vergognosa in cui tutto diventa lecito, il diritto alla generalizzazione, alla diffamazione, all'insinuazione, al delirio morboso che trasforma fatti specifici in fenomeni diffusi e fuori controllo, adombra complicità ad alti livelli, punta in alto per attaccare la tradizione della chiesa fondata da Gesù Cristo. Laicisti da strapazzo, che gli fa comodo dimenticare quanto per i cristiani tale genere di abuso è indubitabilmente peccato, e quanto per la loro morale laica è difficile fissare un confine che divida un amore 'diverso' da un' offesa all'umanità. Laicisti e creduloni, che in omaggio al dogma fanatico della cultura acritica secolarista, al culto morboso del "J'accuse!" imperante, adesso sono finalmenti pronti a inchiodare sulla croce un Papa incrocifiggibile.

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mercoledì, 25 aprile 2007
E’ accaduto quel che tutti ci da tempo ci aspettavamo. I fischi a Milano contro il sindaco Moratti e il Presidente della Camera Bertinotti confermano la visione che la gente ha dei politicanti: di qualsiasi colore politico essi siano, si differenziano solo negli slogan urlati in campagna elettorale, il resto poi è tutto maledettamente uguale. La sinistra, in particolare il partito di Rifondazione Comunista, sta amministrando la cosa pubblica esattamente come faceva un tempo la DC, forse ancor peggio. Per questo motivo la cosiddetta sinistra radicala è insorta contro i leader a loro giudizio asserviti ai padroni. Le contestazioni di Milano lo confermano continua...
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sabato, 10 marzo 2007

Questo doveva essere il governo del rilancio della scuola italiana, almeno a parole. Invece oggi stiamo constatando che le promesse in realtà non erano altro che chiacchiere elettorali! Dopo l’allarme lanciato dai sindacati e genitori della regione Emilia Romagna [link] e quelli della Liguria [link], circa il taglio del tempo pieno e delle risorse alla scuola, al coro si sono aggiunti i toscani [link]. I segretari provinciali di Flc Cgil, Cisl Scuola, e Uil Scuola, in un comunicato congiunto hanno denunciato i pesanti tagli di “Fioroni Mani di Forbice” (slogan coniato dai COBAS-Scuola [link]che in tempi non sospetti avevano denunciato le intenzioni del governo) nel documento si legge: sono stati effettuati tagli agli organici del personale docente su tutto il territorio nazionale. Tagli che per la Toscana, e per la provincia di Firenze in particolare, risultano insostenibili, perché impediscono il normale svolgimento dell'attività scolastica, costringono i Collegi docenti e i dirigenti scolastici ad impostare “programmazioni orarie per la copertura del servizio restrittive, fantasiose e assolutamente inefficaci per l'utenza”. Rivendicazioni sacrosante, ma la cosa che ogni volta mi lascia perplesso è il ritardo che caratterizza l’azione dei sindacati che più che confederali ormai sembrano “governativi”.

I COBAS, quando i tecnici scrivevano la Finanziaria sotto dettatura di Padoa Schioppa & Co., già denunciavano la volontà politica di tagliare risorse alla Scuola. E’ mai possibile che tre organizzazioni del calibro di Cgil, Cisl e Uil non se ne accorgevano? O in realtà facevano finta di non accorgersene? Erano molto attenti invece alla legge di riforma del TFR, chissà come mai... Certamente se si fosse fatto uno sciopero in quel periodo forse la Scuola qualcosa avrebbe ottenuto. Indirlo per il 13 aprile a giochi già fatti, farà solo perdere una giornata lavorativa al comparto, con relativa perdita economica, e non si otterrà un bel niente! Bravi!

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domenica, 04 marzo 2007

 

Non ho mai creduto alle petizioni online, forse sbagliando. Stasera me ne hanno segnalato una che forse vale la pena firmare, riguarda gli stipendi dei parlamentari. Probabilmente non servirà a nulla, ma vale la pena lo stesso tentare.


Mandiamo a casa l'illegalità. Per una politica etica.


Perché il parlamentare italiano deve prendere molto di più di un suo collega europeo? Perché, oltre ad uno stipendio già notevole si attribuisce diarie, rimborsi spese per ogni cosa (tragitto casa-stazione o aeroporto, gestione ufficio e segreteria, spese telefoniche,
"occhiali da vista", carburante, RCA auto, spese postali, spese alimentari, vestiario, indennità di carica, indennità di ufficio,mobilità gratuita per sé e per i propri familiari, tessere gratuite per cinema, stadio, concerto, teatro ), tutto ESENTASSE , per un totale che varia dai 20.000,00 ( VENTI MILA) ai 27.000,00 (VENTISETTEMILA) euro mensili?

Noi, Autori di COMINCIALITALIA.
NET, chiediamo agli italiani di firmare questa petizione per far arrivare il nostro sdegno e la nostra impossibilità a sopportare ulteriormente questa situazione di totale disuguaglianza e di privilegi intollerabili fino ai piani più alti della politica.

NON SIAMO DISPOSTI A LASCIARE CHE TUTTO RESTI COSI' COM'E'!

Per firmare clicca qui

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sabato, 13 gennaio 2007

La Finanziaria appena varata ha introdotto, secondo il sole 24 ore, una norma che permette alle aziende che producono all’estero di apporre il prestigioso marchio “Made in Italy” anche sui prodotti realizzati in territorio straniero dove la manodopera costa poco. Di seguito il video servizio

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martedì, 09 gennaio 2007


Ieri sera, come di consueto, ho seguito il TG3 delle 19:00, tra le varie notizie ha riportato quella relativa all’investimento del TFR, con un servizio da Cassino con i lavoratori della FIAT. Più che un servizio giornalistico mi è sembrato uno spot a favore dei fondi pensioni chiusi di categoria, ricordo che l’assegno integrativo non è reversibile, dunque venendo a mancare il beneficiario il fondo pensione cesserà la sua erogazione. Inoltre si è stimato che in media l’ammontare dell’assegno sarà intorno ai 100/150 euro al mese. Vista la cifra ridicola e la non reversibilità della pensione integrativa, mi chiedo se non sia meglio comprare con la liquidazione un box auto e poi darlo in affitto? Se ne avrebbe un doppio vantaggio: la proprietà in caso di morte  succederebbe agli eredi e garantirebbe grossomodo la stessa rendita dei fondi pensione. Intanto l’ADUSBEF condanna senza possibilità di appello i fondi pensioni aperti. Secondo l’associazione dei consumatori, l'industria del risparmio gestito ha un patrimonio pari a 609 miliardi di euro ed è monopolizzata dalle banche (quasi la metà del mercato è in mano ai due gruppi Intesa Sanpaolo e Unicredit), ma «le performance sono molto deludenti», visto che «i professionisti del risparmio non sono riusciti nell'80% delle volte a raggiungere i benchmark prefissati» e che «le commissioni di gestione sono tra le più elevate al mondo, con 5,5 miliardi di euro l'anno».
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domenica, 17 dicembre 2006

Non bastavano gli aumenti del bollo auto, dell’introduzione dei ticket sanitari, del taglio delle risorse agli enti locali contenuti nella legge Finanziaria, adesso ci si mette pure Paolo Gentiloni, ministro delle Comunicazioni. In un momento di lucida follia ha deciso di ritoccare il canone Rai che passa così dagli attuali 99,60 ai 104 euro, peraltro senza offrirci in cambio una televisione qualitativamente migliore, anzi, possiamo affermare che è stata compiuta la più becera lottizzazione in stile vecchia DC. Tra le tante nefandezze abbiamo notato come l’asse politico delle trasmissioni RAI si sia spostato verso le loro posizioni. Il precedente governo, e in questo bisogna dargliene atto, nei 5 anni alla guida del Paese non ha ritoccato il canone, per giunta il bilancio della televisione di stato è passato da tristemente negativo in attivo. Questo probabilmente a scapito della qualità, infatti, in quegli anni da questo punto di vista la RAI ha toccato il fondo. I telespettatori sono stati costretti ad assistere all’invasione della TV trash e dei Reality della peggior specie. Purtroppo la sterzata di Gentiloni riguarda solo l’importo del canone, dal punto di vista della qualità pare voglia continuare a calcare le orme del precedente governo, peccato.
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martedì, 07 novembre 2006

L’indulto ha liberato dal carcere diversi delinquenti e molti truffatori famosi, uno su tutti il mago socio di Vanna Marchi, ma non solo ha anche alleggerito la posizione di qualche politico avversario del governo Prodi: Previti. Ma c’è un allarme ben più grave che viene lanciato dal Csm: più del 90% dei processi nell'arco dei prossimi cinque anni sono destinati a finire nel nulla, cioè con sentenze non eseguibili, per effetto proprio dell'indulto. La cosa grave, precisa il Csm, che non può chiedere ai capi degli uffici giudiziari di metterli da parte, cioè di privilegiare la trattazione dei processi che invece non cadono sotto la scure del “condono” delle pene perché un'iniziativa del genere non rientra tra i suoi poteri. Qualcuno della maggioranza inizia a paventare l’ipotesi di amnistiare tutti coloro i quali si ritrovano in questa situazione, come dire: oltre al danno, la beffa, almeno per gli onesti cittadini!

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lunedì, 18 settembre 2006

Proviamo ad analizzare cosa c’è dietro lo scandalo Telecom che vede coinvolto Prodi e i suoi più stretti collaboratori.

Dunque: nel luglio 2001 la Pirelli di Marco Tronchetti Provera prende il controllo del gruppo Olivetti-Telecom strapagando 7 miliardi per il 23% del capitale. Nel dicembre 2004 Tronchetti annuncia la fusione di Telecom (telefonia fissa) con la controllata Tim (telefonini) caricandosi di nuovi debiti per 12 miliardi di euro. Banca Intesa e Capitalia entrano nel capitale Pirelli. In settembre 2006 Telecom, gravata da 41 miliardi di debiti, annuncia lo scorporo di Tim. 

Il mondo finanziario e politico entra in fibrillazione perché la Tim, valutata in 32 miliardi e la cui vendita risanerebbe le casse di Telecom, può essere ceduta solo a un gruppo straniero non essendoci in Italia (ad eccezione di Berlusconi e De Benedetti) possibili acquirenti in grado di sborsare quella cifra. Tronchetti incontra il magnate australiano Murdoch nell'isola greca di Zante e le voci di una vendita all'estero si rafforzano. I partiti chiedono chiarezza e magari bloccare l'operazione con la golden share in mano al Tesoro, ma dall'Unione europea dicono che non è possibile per ragioni di libertà di concorrenza e di impresa. I sindacati sono in allarme per gli oltre 100 mila posti di lavoro. Prodi si mostra irritato perché Tronchetti, incontrato di recente due volte, «non gli aveva detto nulla», anzi gli aveva assicurato che la telefonia sarebbe rimasta italiana.

Ora si viene a scoprire che il consigliere di Prodi, Angelo Rovati, detto il «gigante» per via dei suoi 1,94 centimetri d'altezza, aveva fatto avere sul tavolo di Tronchetti Provera un piano intitolato proprio «Scorporo della Rete di Telecom Italia» in cui si ipotizzavano due diverse strade. La prima: separare la rete di telefonia fissa mantenendola all'interno del gruppo, ma creando una società con la maggioranza di consiglieri indipendenti. La seconda: procedere con lo scorporo per quotarla e portare la mano pubblica, attraverso la Cassa depositi e prestiti, ad assumere un ruolo rilevante con circa il 30% del capitale». Davvero Prodi, come dice, non sapeva nulla delle mosse di Tronchetti? Oppure, come sembrano dimostrare le carte ricevute da Tronchetti, a Palazzo Chigi si sapeva cosa bolliva in pentola e con una mossa fuori dalle regole si inviavano progetti alla Telecom come farebbe una merchant bank? Angelo Rovati si è assunto la responsabilità personale di quel documento affermando che «Prodi non ne sapeva niente», ma i dubbi restano, anche perché Tronchetti Provera dice: «Mi volevano espropriare la rete» perché il piano planato sulla sua scrivania con un biglietto del coordinatore della segreteria di Prodi, Angelo Rovati, aveva in fondo questo obiettivo.

Mentre l'opposizione attacca e Berlusconi si dichiara «allibito», nei piani bassi, medi e alti del centrosinistra è stato un pugno nello stomaco leggere sui giornali gli sviluppi del caso Telecom. Tutti si chiedono quali saranno le conseguenze di questa vicenda proprio nel momento in cui il governo sembrava in crescita, dopo avere centrato alcuni obiettivi, a cominciare dalla missione in Libano. Ad essere irritati sono soprattutto i Ds, del tutto spiazzati, e anche la Margherita. «Repubblica», nonostante la vicinanza al governo di centrosinistra, scrive nel fondo del suo direttore Ezio Mauro che «il governo ha sbagliato due volte inviando a Tronchetti Provera il documento con cui si ipotizzava l'intervento dello Stato e perché oggi Prodi dice di non saperne niente. Prima ancora che dirigistica, la mossa è dilettantistica».

E l'economista Oscar Giannino su «Libero»: «Se Tronchetti accettava di togliersi di mezzo per uscire dal buco nero dei 41 miliardi di debiti accumulati, ecco che lo Stato avrebbe fatto intervenire la Cassa Depositi e prestiti con un pacco di miliardi di euro per assumere la partecipazione di controllo. La rete fissa telefonica sarebbe tornata pubblica , secondo il disegno di "grande fratello" prodiano che vuole accorpare quella elettrica di Terna, quella del gas di Sna e quella telefonica in un unico grande mostro di Stato. Tronchetti salvato dai debiti, ma impresentabile a vita perché salvato dalla politica, Prodi e i suoi amici tutti contenti. Un atto gravissimo di affarismo politico».

Dietro tutto questo si intravede la mano delle banche razza padrona e sullo sfondo c'è chi giura che ci sia anche l'intenzione prodiana di assumere il controllo del «Corriere della sera» perché molti soci Telecom, a cominciare da Tronchetti, sono anche soci di Rcs.

A parte la discussa posizione di Prodi in tutto questo, resta il fatto che Tronchetti Provera ha 41 miliardi di debiti. Ha rifiutato la proposta del consigliere di Prodi e ha anticipato la sua mossa «difensiva»: cedere Tim per risanare il bilancio, avere più quattrini e mani più libere, e possibilità di muoversi con aggressività. Quello che in tutto questo ci fa cattiva figura è non tanto il governo di centrosinistra, ma Prodi, perché è difficile credere che «non sapesse». E in serata poi l'ultimo botto con le dimissioni di Tronchetti Provera

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sabato, 10 giugno 2006

Duro attacco a Bertinotti da parte dell’ex generale Giannalfonso D’Avosta, «Opportunista di turno», così lo ha definito. Il Presidente della Camera stava parlando con i giornalisti fuori dalla Basilica di San Paolo, dove si erano da poco conclusi i funerali del caporal maggiore scelto Alessandro Pibiri. Rivolgendosi ai cronisti a voce alta, D'Avosta ha detto: «Perché chiedete informazioni al presidente della Camera che è un'opportunista della politica?. È un'offesa». In effetti il doppio ruolo rivestito da Bertinotti consente qualche dura critica, il pacifismo della piazza mal si concilia con la politica estera del nostro Paese. E anche se vogliono farci credere che i nostri soldati rientreranno in Patria, in realtà molti rimarranno a fare la scorta ai civili europei presenti in Iraq. Questo escamotage è stato studiato a tavolino proprio da Bertinotti e Prodi, che da un lato vogliono tenere a bada la Piazza e dall’altro non vogliono venir meno agli accordi e all’amicizia con gli USA.

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giovedì, 18 maggio 2006

Chi è Elisabetta Chinaglia? Semplice l’”arbitro” dell’inchiesta sugli arbitri di Torino. Strano gioco di parole per gettare qualche “sospetto” sul magistrato della procura piemontese che non ha trovato proprio nulla nelle intercettazioni telefoniche tra Moggi, i vari dirigenti della Federcalcio e i designatori Bergamo e Pairetto, strano, vero? In effetti, nei tifosi, questo ha generato qualche sospetto. La procura torinese, forse afflitta da tifo convulsivo verso la vecchia e navigata signora (?) del calcio italiano, ha pensato non solo di chiudere gli occhi, ma di tapparsi bene le orecchie? La Chinaglia ha rifiutato la proroga delle intercettazione telefoniche e poi ad archiviare il caso il 9 settembre 2005. In base a quanto scrisse nel decreto, per dimostrare la frode sportiva serviva «la certezza che l'arbitro prescelto fosse un arbitro disposto ad agire nel senso della "non correttezza" e del "non leale svolgimento della competizione". Altrimenti, la mera preferenza nei confronti di un arbitro piuttosto che un altro potrebbe essere intesa esclusivamente come riferita alle capacità professionali dell' arbitro designando, con conseguente insussistenza del profilo fraudolento». In altre parole, Moggi chiedeva solo arbitri tecnicamente bravi.
A titolo di esempio, il gip Chinaglia cita la designazione di Dondarini come arbitro della sfida di campionato Sampdoria-Juventus del 22 settembre 2004. I bianconeri vinsero grazie anche a un rigore contestato ma, dalla lettura di una conversazione intercettata fra lo stesso Dondarini e Pairetto, «non si evince elemento alcuno che possa far pensare a un intervento in mala fede, emergendo al contrario la buona fede» del direttore di gara.

Dondarini: «E poi ho dovuto dare quel rigore lì».
Pairetto: «Sì».
D. «Guarda, Gigi, che è di un netto ...».
P. «Sì, ci credo».
D. «Emerson cerca di andare via e allora praticamente il difensore che lo trattiene cade e cadendo se lo trascina giù abbracciandolo di nuovo, cioè non lo ha nemmeno mollato mentre cade (...). Io tranquillamente fischio e indico il rigore. Solo che sai, lì non ha capito niente quasi nessuno, sul momento, soprattutto il pubblico, e quindi la tensione è stata quella di polemizzare (...). Ma per fortuna che mi hanno detto che c'è l'inquadratura da dietro la porta che fa vedere che è nettissimo».
P. «Infatti l'hai anche ammonito».
D. «Sì, sì».
P. «Subito».
D. «Subito, guarda, non parlare neanche perché...»
P. «Sì, sì».
D. «E niente, poi la partita è stata ovviamente...».
P. «Tutta in salita».
Il gip Chinaglia si sofferma anche sull'assegnazione, caldeggiata da Moggi, di Pieri come arbitro della sfida Milan-Juventus per il trofeo Berlusconi. «A fronte di tale pacifico interessamento da parte di Moggi – scrive il giudice – e di collaterale aderenza da parte di Pairetto alle richieste del primo, non sono emersi elementi tali da far ritenere una chiara finalizzazione della scelta dell'arbitro all'alterazione del risultato delle partite».
Oggi i PM piemontese hanno richiesto a quelli napoletani di trasferire da loro l’inchiesta, speriamo in un rifiuto da parte della procura partenopea!

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lunedì, 08 maggio 2006
Visto il titolo del blog, ci sembra giusto raccontare qualcosa sulla vita di un fine politico italiano, che chissà perché i media spesso tendono a dare solo notizie che esaltano la sua personalità. Stiamo parlando di Massimo D’Alema e in seguito trovate qualche notizia che fotografa le sue “età” nella politica italiana.

Il giornalista de L'espresso Giampaolo Pansa riportò questa frase pronunciata nell'ottobre 1998 da Massimo D'Alema riguardo a Romano Prodi e Walter Veltroni, all'epoca dei governi dell'Ulivo:"Quei due? sono due flaccidi imbroglioni"
D'Alema inviò una smentita, il giornalista Claudio Rinaldi, presente anch'egli all'esternazione, confermò e D'Alema non smentì tale conferma.
Il giornalista Luca Telese riporta poi un'altra frase poco nota di Massimo D'Alema, questa volta contro Giampaolo Pansa e Romano Prodi, testimone ancora una volta Claudio Rinaldi dell'Espresso:
"Pansa è un ottimo giornalista, ma ha un solo difetto. Non capisce un cazzo di politica; ce ne è uno solo che ne capisce meno di lui: Romano Prodi"
Nei primi mesi del 1993, quando l'inchiesta di Mani Pulite iniziava ad occuparsi delle tangenti rosse al PCI-PDS, D'Alema definiva spregiativamente il pool «il soviet di Milano».
Il 5 Marzo 1993, il governo di Giuliano Amato approvò il «decreto Conso», con cui la classe politica, colpita dall'inchiesta Mani Pulite, poneva un ostacolo in grado di paralizzare le indagini su Tangentopoli. Il decreto depenalizzava il reato di finanziamento illecito ai partiti, disincentivava i colpevoli a collaborare con la giustizia, e permetteva ad imprenditori e politici di evitare il carcere. Il 10 Marzo Giuliano Amato svelò in Parlamento la presunta ambigua condotta del Partito Democratico della Sinistra, che in pubblico criticava il decreto Conso (l'opinione pubblica allora era fortemente dalla parte dei magistrati), mentre in privato - a suo dire - lo sosteneva.
Massimo D'Alema, all'epoca dei fatti coordinatore politico del PDS, di fronte a tale dichiarazione inveì contro Amato:
"Amato è un bugiardo e un poveraccio. È uno che deve fare di tutto per restare lí dov'è, sulla poltrona".
Massimo D'alema rimase coinvolto in Affittopoli: dopo una pesante campagna mediatica dovette traslocare e lasciare il suo appartamento, in una zona centrale di Roma, che un ente pubblico gli affittava ad un canone irrisorio e fuori mercato.
Nel 1985 Massimo D'Alema ricevette 20 milioni di lire da parte del miliardario barese Francesco Cavallari, che fu in seguito condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. I soldi erano destinati al Partito Comunista Italiano, di cui D'Alema era all'epoca segretario regionale pugliese. Per questo finanziamento illecito D'Alema è stato inquisito ma, a causa dello scadere dei termini di prescrizione nel 1995, il procedimento è stato archiviato dal gip Concetta Russi. L'episodio è stato ammesso dallo stesso D'Alema quando il reato era destinato a cadere in prescrizione.

Ma siamo sicuri di volerlo al Quirinale?
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giovedì, 06 aprile 2006

Dopo aver subito il piagnisteo  dettato  da Celentano rientra in RAI Michele Santoro. L'esordio televisivo è previsto per il 27 aprile ed occuperà lo spazio che attualmente è di Alice, trasmissione condotta dalla giornalista Anna La Rosa. Nuovo titolo "Anno Zero", regia dell'ex dandiniana Franza De Rosa,  durata della trasmissione  2 ore  e dieci minuti circa, termine della produzione l'8 giugno . Dalle indiscrezioni che sono emerse, sembrerebbe che a  Michele Santoro piace Rula Jebreal. E vorrebbe arruolare la pin-up de La7 nel suo nuovo programma.  Vedremo come al solito un Michele Santoro fazioso, arrabbiato, provocatore, vendicatore, un Santoro che in passato con i suoi processi pubblici e la persecuzione ai danni di politici suoi avversari aveva contribuito ad un disgusto generale al punto  di essere accusato come uno dei responsabili della debacle elettorale del 2001Dopo la sua eclatante vittoria legale contro la RAI, non si è assolutamente accellerato il tempo per riattivare in tempi brevi la pratica per la ri-assunzione nella Tv di stato. D'altronde   il personaggio è noto per la sua arroganza e antipatia, non gode affatto della stima di chi è  e sarà costretto, come dipendente Rai, a lavorarci assieme. Ma tutti noi siamo in trepidante attesa nel vederlo in azione, nel vederlo perseguitare i suoi nemici e nel vedere come riuscirà diabolicamente ad utilizzare il mezzo pubblico pagato da tutti per i suoi scopi politici e personali.

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domenica, 02 aprile 2006

A volte l’odio politico straborda in quello personale. Non dovrebbe accadere in una democrazia compiuta e invece capita di leggere notizie che ci fanno capire che L’Italia e i suoi politici forse devono ancora crescere prima di meritarsi lo scettro di vero democratico. Ad essere coinvolto è Francesco Storace, ex Governatore del Lazio ed ex Ministro, dopo le accuse di spionaggio politico e dopo essere stato iscritto nel registro degli indagati, ha deciso di affidare la sua difesa ad un legale. Fin qui nulla di strano, sennonché il legale risponde al nome di Domenico Marzio, esponente di spicco dei DS. La notizia ha fatto sobbalzare tutta la Quercia. Addirittura i dirigenti locali ne hanno chiesto l’espulsione dal Partito. Alla faccia della moderazione e della democrazia! Le reazioni non si sono fatte aspettare: «Mi ha stupito la reazione dei Ds - dice Storace - non vogliono che un loro associato mi difenda. Che c'è di male?».
Nulla, conviene Marzi, acerrimo avversario dell'ex-governatore del Lazio ai tempi delle amministrative, ma convinto che nella storia dello spionaggio ai danni della Mussolini e di Marrazzo (attuale presidente del Lazio) non sia coinvolto. Il partito dell’avvocato non solo non preferisce che l’avvocato non svolga in piena libertà la propria professione, ma spera anche  l’internazione a vita  di Storace. Cari politici la democrazia è sicuramente un’altra cosa, ne avete ancora cose da imparare.

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lunedì, 13 marzo 2006
Si, avete letto bene: ma non è il rifacimento dei Promessi Sposi, ma il titolo di una scena di infantilismo annunciata. Chi ha assistito alla trasmissione di Lucia Annunziata su RAI3 (covo di comunisti a detta di Berlusconi n.d.r.), sa di cosa parlo e, chi volesse avere maggiori delucidazioni, basta che si colleghi con il sito del quotidiano La Repubblica, per vedere l'accaduto. Questa mattina, poi, rileggendo il batti e ribatti tra Berlusconi e l'Annunziata, ho rafforzato il mio pensiero: due "bambini" (come sembro' Fassino nel cercare giustificazioni relative alle intercettazione telefoniche sul caso Unipol n.d.r.), che con grande rancore si punzecchiavano su fatti relativi alla RAI, a Santoro, a Biagi....Apprezzo Annunziata per la sua grande professionalità e non ho mai nascosto di non avere alcuna stima per Berlusconi, ma quello che è andato in onda sulla rete RAI, non è stata un'intervista ma uno sfogo per quello che qualche anno fa, con Annunziata presidente della RAI, era accaduto. Di informazione politica, per le prossime elezioni, non c'era nulla: uno sfogo; un infantilissimo sfogo!
Tutto qui.
postato da: valentina6441 alle ore 13:22 | Permalink | commenti (5)
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domenica, 12 febbraio 2006
Il ministro Moratti sicuramente vuole affrontare la campagna elettorale per il Comune di Milano con in mano i risultati ottenuti dal suo ministero. Una di queste è la riforma della scuola. Prima di essere applicata però, ha bisogno di qualche anno di sperimentazione per smussare gli eventuali spigoli (secondo me molti) che si manifesteranno. Questa frenesia, ha portato la ministra a non tener conto dell’accordo preso con le Regioni, nella Conferenza Stato-Regioni, di iniziare la sperimentazione nell’anno scolastico 2007/08. Infatti, è anticipata già nel prossimo anno scolastico, quando già le scuole hanno chiuso le prescrizioni, e non sono affatto pronte per attivare i nuovi percorsi liceali.  Non bisogna trascurare che senza una campagna informativa verso le famiglie e i “diplomandi” delle scuole medie, viene a mancare il presupposto più importante: l’orientamento verso la scelta del percorso di studio superiore. L’emanazione della circolare d’avvio della sperimentazione, ha inevitabilmente rotto la tregua che faticosamente si era costruita tra Ministro e Regioni. Mi chiedo se sia il caso di gettare anche la scuola nelle polemiche elettorali, ma soprattutto perché forzare una sperimentazione a preiscrizioni concluse? Non ci sono più né i tempi tecnici né quelli materiali. Il conflitto Stato-Regioni che ne è conseguito passerà all’esame della Corte Costituzionale, dove le Regioni denunciano la mancanza di rapporto di leale e reciproca collaborazione e i decreti varati per l'avvio della sperimentazione, la tabella di confluenza dei nuovi licei e la quota del 20% del piano di studi, non hanno avuto l’avallo delle Regioni che si sono viste scavalcate in materia di programmazione dell’offerta formativa e di autorizzazione dei progetti sperimentali.
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giovedì, 09 febbraio 2006
Parliamo delle grandi opere nazionali annunciate con un bel "Stiamo lavorando per voi". Analizziamole:
- Roma terza corsia Raccordo Anulare...se andrà bene si finirà tra due anni circa......
- viadotto della Salerno-Reggio Calabria....ma non doveva essere agibile già  vent'anni  or sono?
- tangenziale di Mestre: il filmato  in onda in televisione è qualcos'altro...non esiste nemmeno il plastico...
- Mose: bello "hai visto lo hanno realizzato! " commenta ignaro il telespettatore: peccato pero' che la Comunità Europea abbia bocciato, già da molto tempo, il progetto per l''impatto ambientale.....
 L'autore dello spot? Presidenza del Consiglio....e lui colpisce ancora!
postato da: valentina6441 alle ore 14:38 | Permalink | commenti (9)
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domenica, 05 febbraio 2006
Girando in rete mi sono imbattutto nel blog di 2twins, vi ho trovato questo banner che ho voluto pubblicare. Come sempre si scopre che chi urla al lupo, al lupo nei fatti si comporta nella stessa maniera. In fondo trovate le stesse parole di M&A che riportano al blog che ha reso pubblica la notizia.



Alla fine, mi sa che è solo quella parte di Italia che non si crede moralmente superiore a non aver fatto ricorso ai condoni. Ma i leader del centrosinistra, hanno la pretesa di esserre presi seriamente? m+

PS: grazie a Daw per i banner.
postato da: LiborioButera alle ore 11:18 | Permalink | commenti (2)
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