
categoria:diritti umani, informazione

Gentili amici v
oglio denunciare un grave torto perpetrato ai danni dei disabili (legge 104) da parte di alcune grosse catene di distribuzione di materiale elettronico e informatico come ad esempio beep (per adesso non rendo noti i nomi per ovvi motivi, ma ho provveduto a fare le dovute segnalazioni agli organi competenti).
La legge 104 prevede che chi (disgraziatamente) ne è beneficiario ha diritto per diversi sussidi tecnici e informatici all’abbattimento dell’IVA al 4%, ecco uno stralcio del vademecum: [link]
ï‚·Agevolazioni per i sussidi tecnici ed informatici
Si applica l’aliquota IVA agevolata al 4% ai sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e l’integrazione dei soggetti portatori di handicap riconosciuti dalla legge 104/92. Rientrano nel beneficio le apparecchiature e i dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche o informatiche finalizzate a facilitare la comunicazione interpersonale e l’elaborazione scritta o grafica, facilitare il controllo dell’ambiente domestico, consentire l’accesso alla informazione e alla cultura, assistere la riabilitazione. E’ prevista altresì l’aliquota agevolata al 4% per persone non vedenti per l’acquisto di prodotti editoriali realizzati in braille o su supporti audio-magnetici, destinati ad essere utilizzati da non vedenti o ipovedenti; prestazioni di composizione, legatoria e stampa di prodotti editoriali, anche realizzati in scrittura braille e su supporto audio-magnetici.
Documentazione
Per fruire dell’aliquota ridotta, il disabile deve consegnare al venditore, prima dell’acquisto, la seguente documentazione:
ï‚· specifica prescrizione autorizzativa rilasciata dal medico specialista dell’ASL di appartenenza dalla quale risulti il collegamento funzionale tra la menomazione del soggetto e il sussidio tecnico ed informatico;
ï‚· certificato rilasciato dalla ASL di competenza attestante l’esistenza di una invalidità funzionale permanente rientrante nelle categorie di tipo motorio, visivo, uditivo, del linguaggio.
Ebbene il negozio beep di Vercelli oltre alla certificazione dell’ASL pretende la tessera d’associazione all’AMNIL creando, di fatto, una nuova barriera architettonica/burocratica al soggetto disabile costringendolo, peraltro, ad associarsi. Altre catene fanno lo stesso, mentre altre, per fortuna, chiedono, come del resto previsto dalla legge, solo la certificazione della commissione medico-scientifica. In questo link http://www.aevo.org/web/doc/agevolazioni_disabili.pdf trovate il vademecum rilasciato dall’ufficio delle entrate dove troverete conferma di quanto ho scritto, non credete che sia il caso di dare una mano a questi poveri soggetti? Se potete fate girare questa denuncia, i più deboli meritano il nostro aiuto.
mmigrazione è una realtà che si declina al femminile. A livello globale le donne sono oltre il 50% dei migranti regolari, producono ricchezza almeno quanto gli uomini, e sono le prime vittime di abusi e sfruttamento. Lo ha reso noto per la prima volta il Fondo Onu per la popolazione (Unfpa) che spiega, nel rapporto annuale, cifre e dinamiche delle migrazioni femminili. Chi pensava che ad emigrare fossero più gli uomini si sbagliava. Le migranti, infatti, sono più numerose degli uomini in molte aree del mondo, come Europa, Nord America e Oceania. Chi trova un'occupazione nell'80 % dei casi lavora come collaboratrice domestica ma, nonostante la crescente richiesta di lavoratori, l'attenzione dei governi verso i diritti delle donne è scarsa. Secondo l'Organizzazione internazionale del lavoro, su 65 paesi analizzati, solo 19 hanno leggi specifiche a tutela del lavoro domestico. Il risultato è il dilagare dello sfruttamento: agenzie di collocamento irregolari con tariffe esorbitanti, salari irrisori e datori di lavoro violenti, non denunciati per paura delle conseguenze. Ma come sappiamo può andare anche peggio, molte donne sono rese dai loro aguzzini “schiave del sesso” e spesso ad esserne coinvolte sono addirittura le bambine. 




avevano diritto ad un pezzo di pane una casa e un lavoro. Tutti dovevano essere uguali a tutti, nessuna distinzione tranne i Dirigenti del partito. Il comunismo, quella dittatura, non attecchì solo in Unione Sovietica, si espanse in tanti altri Stati: Cina, Corea e Cuba, per fare qualche esempio. Ma dopo la caduta del Muro, si pensò che ormai quei tempi erano lontani, scomparsi, gli Stati “rossi” come la Cina hanno iniziato un processo di modernizzazione, infatti, lo sta facendo, ma a quale prezzo? Vi invito a visitare questo sito: Laogai. Vi troverete tanti documenti agghiaccianti che vedono coinvolti i poveri cinesi, costretti a lavorare sotto schiavitù, lì, non esistono il rispetto dei diritti umani. E a Cuba se la passano meglio? Macchè! C’è un giornalista che sta morendo: Guillermo Farinas, direttore dell'agenzia «Cubanacan press», si sta lasciando morire di fame per protesta contro il divieto, in vigore per lui e i suoi giornalisti, di usare Internet, strumento indispensabile per l'esercizio del proprio lavoro. Lo rende noto «Reporter sans frontieres», che riporta una dichiarazione di Farinas: «Se devo essere un martire dell'accesso all'informazione, lo sarò». La “democratica” Cuba, governata del dittatore Fidel Castro, non ammette nessuna voce fuori dal coro diretto dai suoi censori. Noi di internet libero e accessibile, possiamo solo diffondere queste notizie che a volte vengono occultate dai media.
Il grande successo economico cinese di questi ultimi tempi, mi ricorda per molti aspetti quello russo ai tempi dei piani quinquennali di Stalin, costati la vita a milioni di persone.
Per grande balzo solitamente si intende quello perpetrato da Mao Zedong, che aveva causato una carestia da 20 milioni di morti, ma io voglio chiamare in questo modo anche la progressione attuale, che sta facendo emergere incontrastata l’economia cinese.
Anche questo grande Balzo, sta però avendo un prezzo, pagato in vite umane, che rispetto al passato sono più difficili da nascondere.
Su controinformazione affronteremo questo tragico problema, perché ci preme che tutti sappiano cosa si nasconde dietro alcune realtà produttive, e se sia sufficiente il prezzo più economico a farci acquistare prodotti che hanno un costo inferiore di un quid pagato con la vita da molti esseri umani.
Iniziamo ad occuparci del problema segnalando il sito sui laogai, i campi di lavoro cinesi, curato dalla Laogai Research Foundation www.laogai.org