martedì, 23 gennaio 2007

E’ iniziata con grande preoccupazione l’annata agraria 2007. L’assenza di precipitazioni (non illudano le piogge di questi giorni) in questo strano inverno, accompagnate da temperature fuori dalla norma stanno mettendo in allarme l’intero comparto agricolo. Molte colture sono già in avanzato stato vegetativo e risultano quindi esposte con forti rischi alle probabili gelate tardive, i pensieri però inevitabilmente corrono e vanno già al prossimo periodo estivo e alla situazione di emergenza che potrebbe verificarsi. Nella mente degli agricoltori rimangono ancora i disagi e le difficoltà della passata campagna che per alcuni comparti ha segnato forti perdite dovute alla siccità. La situazione è tutt’altro che semplice, l’acqua è un bene sempre più prezioso e non abbonda più come un tempo, la società pare non volersene rendere conto e si lascia andare a consumi e sprechi non sempre rispettosi dell’ambiente. Il problema più grande è però che la nostra società non vuole ancora toccare con mano la realtà e spesso si abbandona a considerazioni sciocche e infondate su presunti sprechi dell’agricoltura, riconversioni colturali, ecc. Considerazione sciocche perché non tengono conto del ruolo ambientale e nutrizionale dell’agricoltura e soprattutto dell’enormità degli sprechi determinati dalle nostre abitudini civili, queste si bisognose di una netta riconversione e di un’adeguamento ai tempi moderni. Un caro amico, tra i più esperti su questa materia mi dice sempre che finché non mancherà acqua nelle case la gente non capirà la natura del problema e la necessità di intervenire in modo deciso nella gestione delle risorse idriche. Personalmente mi auguro che mai si profili uno scenario del genere e che la nostra società capisca che è il momento di cambiare e di intervenire per garantirsi preziose riserve di acqua (i metodi per farlo si conoscono bene ma purtroppo sono sempre osteggiati).

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categoria:politica, ambiente, agricoltura
giovedì, 30 novembre 2006
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categoria:alimentazione, agricoltura
lunedì, 06 novembre 2006
Le nostre impressioni all'arrivo al Salone del Gusto di Torino
postato da: LiborioButera alle ore 18:22 | Permalink | commenti
categoria:alimentazione, informazione, agricoltura
domenica, 05 novembre 2006
Al Salone del Gusto ci siamo imbattuti negli espositori della provincia di Enna e di Palermo, siamo stati accolti con gentilezza e disponibilità. Ci hanno fatto assaggiare i salami del maiale nero, i dolcetti tipici e abbiamo bevuto dell’ottima “cannellina”.

postato da: LiborioButera alle ore 09:59 | Permalink | commenti
categoria:ambiente, alimentazione, agricoltura
sabato, 04 novembre 2006

Assieme a Carlo Zaccaria abbiamo sentito e ripreso gli espositori siciliani al salone del Gusto di Torino. Nel video ne potete vedere e sentire alcuni, a breve ne seguirà un altro.

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categoria:alimentazione, informazione, agricoltura
giovedì, 02 novembre 2006

La mietitura del riso in Baraggia. Filmato realizzato da Liborio Butera. La Baraggia Biellese e Vercellese è un'area pedemontana ai piedi delle alpi Biellesi e del Monte rosa. In Baraggia si coltiva riso su circa 22000 ettari e questa produzione viste le sue notevoli peculiarità è in procinto di essere riconosciuta come Dop dalla Comunità Europea.

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categoria:agricoltura
mercoledì, 01 novembre 2006

La situazione è sempre più insostenibile. Le campagne sono invase dai cinghiali, inesistenti fino a qualche anno addietro. Le campagne allevano i cinghiali o meglio porcastri per diletto di chi non ha ancora capito che il lavoro altrui va sempre rispettato. La presenza di cinghiali nelle campagne italiane è in costante ed esponenziale aumento. In molte delle nostre campagne i cinghiali sono stati introdotti dall’uomo, in luoghi dove la presenza di quest’animale non era mai stata in passato contemplata.

Allevamento e caccia dei cinghiali vengono ormai effettuati praticamente a spese dell’agricoltura e di quegli imprenditori che puntualmente ogni anno vedono i propri raccolti danneggiati dai porcasti. La situazione è insostenibile, oltre ai danni alle coltivazioni l’eccessiva presenza di questi animali costituisce anche un grosso pericolo per chi abita in zone rurali o più semplicemente per chi vi transita e spesso si vede attraversare la strada (come capita anche al sottoscritto) da cinghiali di grosse dimensioni (anche 100-150Kg). Le responsabilità della presenza eccessiva dei cinghiali si conoscono ma per varie ragioni il problema non è mai stato risolto. Auspico che questa intollerabile situazione venga presto chiarita e riportata sui binari della democrazia e del rispetto reciproco.

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categoria:ambiente, agricoltura