domenica, 28 maggio 2006

Cari amici frequentatori del blog, vi invitiamo a leggere con attenzione la lettera di sfogo di daria maltese, docente presso una scuola superiore di Napoli. Dalle sue parole emerge l'indignazione di chi assiste impotente ad un sistema affaristico-mafioso di gestione della cosa pubblica. Speriamo che il concorso, dopo questa scottante testimonianza, sia bloccato e che la magistratura inquirente faccia chiarezza. Il nostro blog, nel proprio piccolo, vuole portare a conoscenza dell'opinione pubblica episodi come questi, con la speranza che con il contributo di ciascuno di noi non accadano più.

Buona lettura e buona indignazione.

postato da: LiborioButera alle ore 00:59 | Permalink | commenti (2)
categoria:giornalismo, informazione
sabato, 27 maggio 2006

Leggo con sconcerto che un ministro della Repubblica ha dichiarato il falso circa il suo titolo di studio. Si tratta del ministro, guarda caso all’Università, Fabio Mussi, comunista diessino. Forse la scelta di questo dicastero è stata fatta ad hoc per porre rimedio a questa sua enorme bugia? Forse.  Ma mi chiedo: un rappresentante di un Paese può ricoprire un ruolo così di primo piano mentendo circa i titoli in suo possesso? E il giuramento sulla Costituzione di una persona avvezza alla bugia non  potrebbe essere considerato nullo? Che vergogna Mussi, che vergogna e dire che hai passato quasi tutta la vita a fare la morale agli altri!

postato da: LiborioButera alle ore 12:43 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica, informazione
lunedì, 22 maggio 2006
A leggere alcuni commenti rigorosamente anonimi comparsi su questo blog, sembrerebbe quasi che il caso intercettazioni sia solo un’aggressione nei confronti di Moggi e del suo entourage. Purtroppo non è così e ciò che emerge dalle intercettazioni è di una gravità inaudita. Non si tratta di una questione di tifo ma di onestà, virtù che sembra essere mancata a molti dei più importanti dirigenti legati al mondo del calcio. Al calcio Italiano (e non solo) sono mancate proprio l’onestà e il fair play, doti indispensabili nello sport, dove il fine non giustificherà mai i mezzi. La vittoria ottenuta con l’inganno, moralmente non ha alcun valore, si ragioni su questo, invece di difendere chi ha tradito i valori del nostro sport più importante.
postato da: kingzac alle ore 18:20 | Permalink | commenti (1)
categoria:sport
lunedì, 22 maggio 2006
E questa la chiamano informazione? No, questa non è informazione, non ho potuto non indignarmi vedendo il risalto dato dal corsera ad una semplice partita di pallavolo alla quale ha partecipato anche una povera ragazza carcerata. Una povera ragazza che sta scontando una pena che dovrebbe servire a recuperare la sua persona e a reintrodurla nella società. E’ terribile quello che ha fatto anni fa questa ragazza, ma chi l’ha giudicata e chi è responsabile del suo recupero, deve poter operare senza che i media per la loro continua voglia di scoop continuino ad etichettarla in questo modo.
Che pena, questo non è giornalismo responsabile.
postato da: kingzac alle ore 18:07 | Permalink | commenti (1)
categoria:societĂ 
domenica, 21 maggio 2006
Il quotidiano La Sicilia ha pubblicato questa interessante riflessione di Pietro Busetta, condivido quanto afferma l'autore e vorrei dedicare l'articolo a tutti i siciliani.


Quella Sicilia che schiaffeggia se stessa   

Contro il Ponte la parte ricca del Paese ma anche, da noi, l'incapacità di alcuni di difendere i propri interessi   

Pietro Busetta
«Chissà se basterà il veto immediato al Ponte sullo Stretto di Messina a rassicurare il Nord produttivo che si sente negletto, snobbato, incompreso da un centrosinistra accusato di rilanciare la secolare questione meridionale senza percepire il cuore della questione settentrionale». Cosi Alberto Statera su "Repubblica" di ieri inizia un fondo su una supposta questione settentrionale. In realtà riprende temi già trattati da molti quotidiani nazionali. Il "24 ore" in particolare si lamentava con un trafiletto di Lina Palmerini della scarsa rappresentanza degli interessi del Nord nel governo malgrado i 5 ministri del Piemonte. Insomma, i giochi si fanno più chiari per stessa ammissione dei commentatori dei quotidiani nazionali che evidenziano quello che forse noi, diretti interessati, ancora non abbiamo ben capito.
Anche se la parte più produttiva deve affrontare i problemi di competitività internazionale, in realtà questo Nord incompreso quelli più importanti li ha risolti, se è vero che qualche giorno fa Giacomo Vaciago affermava: «Pochi mesi di ripresa economica sono già bastati a far emergere in molte zone del Nord carenze di manodopera che non si sa come soddisfare». Quindi il problema principe della mancanza di lavoro , considerato che hanno un tasso di disoccupazione intorno al 3%,che proprio perché non più comprimibile viene definita frazionale, è superato. Peraltro con un tasso di attività vicino al 50%. Il fatto è che di fronte a progetti chiari e definiti, con scadenze certe ed immediatamente controllabili, cartina di tornasole per evitare confusione e fraintendimenti, i falsi promotori della Sicilia e del Mezzogiorno vengono allo scoperto.
E di fronte a progetti concreti sui quali investire risorse del Paese è facile che le forze politiche, pressate da esigenze altrettanto forti della parte più ricca, ma in quel caso consapevolizzati e diffusi, arretrino e trovino in un facile e non costoso, in termini elettorali, disimpegno una via di fuga comoda. Per ritornare ad una politica di un governo centrale che si ricorda del Sud quando viene a chiedere i voti. Tutto ciò sta avvenendo con il progetto per il Ponte sullo Stretto.
Ma mentre è corretto che di fronte a risorse che vengono destinate alla parte debole del Paese vi sia una levata di scudi da parte di quella ricca che teme, in presenza di fondi scarsi, di non poter portare avanti i propri progetti, non si capisce l'incapacità di difendere i propri interessi di chi, parente povero, viene schiaffeggiato. Perché ormai è chiaro che vi sono una serie di categorie, tra coloro che da noi si oppongono al Ponte sullo Stretto e che rendono più complessa qualunque battaglia di richiesta di riconoscimento di una struttura epocale che dovrebbe finalmente far puntare gli occhi sulla parte negletta e abbandonata del Paese, che rendono più deboli le nostre rappresentanze parlamentari:
1) Gli illusi: coloro che pensano che i soldi sono in un cassetto, e che prima destinati a tale infrastrutturazione poi saranno dirottati su altri lavori pubblici più urgenti nelle nostre realtà.
2) I demagoghi-no a tutto: coloro che per principio si oppongono a qualunque operazione di modernizzazione al sistema produttivo italiano. No TAV, no Mose, no termoconvertitori, no alta velocità ferroviaria.
3) I fedeli: coloro che di fronte al partito che dice che il Ponte non è una priorità si allineano incapaci di prendere una posizione autonoma, in genere costosa in termini di inserimento nelle strutture politiche.
4) Gli ambientalisti: coloro che vogliono una natura incontaminata e lasciata integra e che, contrastati adeguatamente nelle parti dove gli interessi economici sono più forti, trovano facile riscatto nelle aree deboli. In genere sono equamente distribuiti nei diversi partiti.
5) I risparmini: coloro che pensano che sono troppe le risorse da impiegare. Dimenticando che di fronte ai 3,8 miliardi del progetto del Ponte, tutti capitali di rischio, vi sono un mare di soldi statali, questi sì, come i 2,5 dedicati alle Olimpiadi di Torino, il miliardo circa per la sola stazione ferroviaria di Firenze, i circa 3 per la linea C di metropolitana di Roma. Costoro si pongono al risparmio solo per le risorse che devono essere destinate al Sud.
Ovviamente la battaglia è ancora aperta anche se la sconfitta è annunciata. L'esito dipenderà molto da quanto si riterrà dannoso il blocco per la coalizione politica di centrosinistra. Se sarà ininfluente, rispetto alla propria sopravvivenza, la partita sarà chiusa velocemente e noi meridionali, come le stelle di Cronin, staremo a guardare gli altri correre sui treni ad alta velocità che da Napoli vanno fino a Milano dai nostri romantici carri ferroviari dell'Ottocento.

Fonte: La Sicilia

postato da: LiborioButera alle ore 22:21 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica, giornalismo
sabato, 20 maggio 2006

L’indignazione dei tifosi italiani verso la Triade e la Juventus è destinata ad aumentare. Le parole del presidente del comitato organizzatore di Germania 2006 Beckenbauer sono eloquenti: «L'Italia pagherà in campo» così ha dichiarato ad un’intervista a RaiSport. Non avevamo dubbi, alla fine a rimetterci saranno gli italiani e i tifosi onesti; si, perché anche i tifosi della juve in tutta questa vicenda, non sono esenti da colpe: hanno sempre avvalorato e sostenuto questo genere di gestione, facendo finta di non vedere i favori arbitrali e i torti verso le altre squadre. Mentre gli sportivi e amanti del calcio accusavano la squadra torinese di essere continuamente aiutata, loro imperterriti continuavano ad essere convinti di tifare per un gruppo di fuoriclasse, che però stranamente vincevano solo in Italia. Se anche loro avessero fischiato la Triade, prendendone le distanze, magari oggi, la nostra Nazionale andrebbe ad affrontare un Mondiale giocandoselo alla pari e senza e subire gli sfottò di tutto il mondo creato.  Che razza di figura ci stanno facendo fare e tutto grazie alla Juventus, a Moggi, Giraudo e la GEA. Franz Bekenbauer non ha dubbi: «Fino a poco fa - dice l'ex fuoriclasse intervistato da «Dribbling» - consideravo l'Italia tra le grandi favorite per il titolo, perché ha un gran gruppo ed un tecnico esperto e bravo come Marcello Lippi. Ma adesso sono certo che il caos che è scoppiato danneggerà la squadra azzurra durante il prossimo mondiale. Avranno la testa altrove, è uno scandalo troppo grosso che condizionerà sicuramente i giocatori italiani. Non si può far finta di nulla e cancellare mentalmente una cosa del genere». Poi Beckenbauer rincara la dose: «Io credevo che certe cose potessero accadere solo in Germania - dice riferendosi allo scandalo scommesse arbitrali della scorsa stagione nella Budesliga - invece in Italia è stato fatto di peggio. Questa è la cosa più grave che si sia mai vista nel calcio mondiale». Parole molto dure e tutto questo grazie a Moggi, la Juve e la GEA, vergognatevi avete rotto il calcio!!!

postato da: LiborioButera alle ore 18:09 | Permalink | commenti (6)
categoria:giornalismo, informazione, societĂ 
giovedì, 18 maggio 2006

Chi è Elisabetta Chinaglia? Semplice l’”arbitro” dell’inchiesta sugli arbitri di Torino. Strano gioco di parole per gettare qualche “sospetto” sul magistrato della procura piemontese che non ha trovato proprio nulla nelle intercettazioni telefoniche tra Moggi, i vari dirigenti della Federcalcio e i designatori Bergamo e Pairetto, strano, vero? In effetti, nei tifosi, questo ha generato qualche sospetto. La procura torinese, forse afflitta da tifo convulsivo verso la vecchia e navigata signora (?) del calcio italiano, ha pensato non solo di chiudere gli occhi, ma di tapparsi bene le orecchie? La Chinaglia ha rifiutato la proroga delle intercettazione telefoniche e poi ad archiviare il caso il 9 settembre 2005. In base a quanto scrisse nel decreto, per dimostrare la frode sportiva serviva «la certezza che l'arbitro prescelto fosse un arbitro disposto ad agire nel senso della "non correttezza" e del "non leale svolgimento della competizione". Altrimenti, la mera preferenza nei confronti di un arbitro piuttosto che un altro potrebbe essere intesa esclusivamente come riferita alle capacità professionali dell' arbitro designando, con conseguente insussistenza del profilo fraudolento». In altre parole, Moggi chiedeva solo arbitri tecnicamente bravi.
A titolo di esempio, il gip Chinaglia cita la designazione di Dondarini come arbitro della sfida di campionato Sampdoria-Juventus del 22 settembre 2004. I bianconeri vinsero grazie anche a un rigore contestato ma, dalla lettura di una conversazione intercettata fra lo stesso Dondarini e Pairetto, «non si evince elemento alcuno che possa far pensare a un intervento in mala fede, emergendo al contrario la buona fede» del direttore di gara.

Dondarini: «E poi ho dovuto dare quel rigore lì».
Pairetto: «Sì».
D. «Guarda, Gigi, che è di un netto ...».
P. «Sì, ci credo».
D. «Emerson cerca di andare via e allora praticamente il difensore che lo trattiene cade e cadendo se lo trascina giù abbracciandolo di nuovo, cioè non lo ha nemmeno mollato mentre cade (...). Io tranquillamente fischio e indico il rigore. Solo che sai, lì non ha capito niente quasi nessuno, sul momento, soprattutto il pubblico, e quindi la tensione è stata quella di polemizzare (...). Ma per fortuna che mi hanno detto che c'è l'inquadratura da dietro la porta che fa vedere che è nettissimo».
P. «Infatti l'hai anche ammonito».
D. «Sì, sì».
P. «Subito».
D. «Subito, guarda, non parlare neanche perché...»
P. «Sì, sì».
D. «E niente, poi la partita è stata ovviamente...».
P. «Tutta in salita».
Il gip Chinaglia si sofferma anche sull'assegnazione, caldeggiata da Moggi, di Pieri come arbitro della sfida Milan-Juventus per il trofeo Berlusconi. «A fronte di tale pacifico interessamento da parte di Moggi – scrive il giudice – e di collaterale aderenza da parte di Pairetto alle richieste del primo, non sono emersi elementi tali da far ritenere una chiara finalizzazione della scelta dell'arbitro all'alterazione del risultato delle partite».
Oggi i PM piemontese hanno richiesto a quelli napoletani di trasferire da loro l’inchiesta, speriamo in un rifiuto da parte della procura partenopea!

postato da: LiborioButera alle ore 14:44 | Permalink | commenti
categoria:giornalismo, informazione, politica e potere
martedì, 16 maggio 2006


Cari amici lettori, spesso in questo blog leggete notizie o riflessioni che magari altrove passano inosservate. Oggi voglio condividere con voi una mail che gira ormai da anni nella rete, e che ha solo come scopo quello di fare pubblicità ad una grande azienda. La trovate in seguito. Noterete che contiene anche un nominativo, la pubblico senza censura. Qualora la persona citata (secondo me inesistente) esista realmente, basta una segnalazione e provvederò all’eliminazione dei dati. Intanto ecco la mail spam:

Cari Amici,
Leggete questa lettera ed agite velocemente.
Io vi invio questa lettera, in quanto tale informazione mi è stata inviata da un professionista e caro amico.
La Microsoft e AOL al giorno d'oggi le piu grandi compagnie della rete, per assicurare ad Internet Explorer il posto di programma più usato, hanno testato la versione beta di questo programma.
Quando invierete questa lettera ai vostri amici, Microsoft la controllerà (sempre che essi usino Microsoft Windows)x 2 settimane. Microsoft vi pagherà €245 per ogni persona a cui manderete questa comunicazione. Microsoft pagherà €243 per ogni vostra lettera forwardata e per ogni terza persona che riceverà la vostra comunicazione, Microsoft pagherà €241.
Tra due settimane, Microsoft si metterà in contatto con voi via e-mail e vi spedirà l'assegno.
Io all'inizio ho dubitato fino a quando, due settimane dopo che ho mandato tale comunicazione, non ho ricevuto per posta elettronica la comunicazione e alcuni giorni dopo l'assegno di €24800.00.
Dovete assolutamente mandare tale comunicazione prima che termini il test della versione beta di Internet Explorer.
Colui che si può permettere tutto questo è il signor Bill Gates.
Tutte le spese di marketing sono da lui sostenute.


Dott.ssa Rosanna Grauso
Ufficio di Roma 2
Area Controllo - Team 2 Assistenza Legale – Contenzioso Tributario
e-mail: rosanna.grauso@agenziaentrate.it
tel. 06/660383706
fax 06/660383712

postato da: LiborioButera alle ore 17:17 | Permalink | commenti (1)
categoria:informazione
mercoledì, 10 maggio 2006
Giorgio Napolitano è il successore di Carlo Azeglio Ciampi, la prima volta di un ex comunista al Colle.E' stato eletto presidente dopo il quarto scrutinio con 543 voti superando la maggioranza assoluta di 505 voti, dopo due giorni di trattative. Applauso scrosciante dai banchi del centrosinistra alle 12.53, quando Napolitano ha superato il quorum dei 505 voti necessari. Bertinotti a Napolitano: le porto il saluto deferente di tutto il Parlamento, che le augura buon lavoro. Come già anticipato, Napolitano è il primo presidnete della repubblica italiana che proviene dal partito comunista e dopo De nicola e Leone è il terzo di origine partenopea, essendo nato a Napoli il 29 giugno del 1925. E' anche il 3° presidente ad essere stato eletto al 4° scrutinio, come era successo ad Einaudi e Gronghi,  e il 5° ex presidente della camera sul colle.
Auguri Presidente e buon lavoro!
postato da: valentina6441 alle ore 18:13 | Permalink | commenti
categoria:politica
lunedì, 08 maggio 2006
Visto il titolo del blog, ci sembra giusto raccontare qualcosa sulla vita di un fine politico italiano, che chissà perché i media spesso tendono a dare solo notizie che esaltano la sua personalità. Stiamo parlando di Massimo D’Alema e in seguito trovate qualche notizia che fotografa le sue “età” nella politica italiana.

Il giornalista de L'espresso Giampaolo Pansa riportò questa frase pronunciata nell'ottobre 1998 da Massimo D'Alema riguardo a Romano Prodi e Walter Veltroni, all'epoca dei governi dell'Ulivo:"Quei due? sono due flaccidi imbroglioni"
D'Alema inviò una smentita, il giornalista Claudio Rinaldi, presente anch'egli all'esternazione, confermò e D'Alema non smentì tale conferma.
Il giornalista Luca Telese riporta poi un'altra frase poco nota di Massimo D'Alema, questa volta contro Giampaolo Pansa e Romano Prodi, testimone ancora una volta Claudio Rinaldi dell'Espresso:
"Pansa è un ottimo giornalista, ma ha un solo difetto. Non capisce un cazzo di politica; ce ne è uno solo che ne capisce meno di lui: Romano Prodi"
Nei primi mesi del 1993, quando l'inchiesta di Mani Pulite iniziava ad occuparsi delle tangenti rosse al PCI-PDS, D'Alema definiva spregiativamente il pool «il soviet di Milano».
Il 5 Marzo 1993, il governo di Giuliano Amato approvò il «decreto Conso», con cui la classe politica, colpita dall'inchiesta Mani Pulite, poneva un ostacolo in grado di paralizzare le indagini su Tangentopoli. Il decreto depenalizzava il reato di finanziamento illecito ai partiti, disincentivava i colpevoli a collaborare con la giustizia, e permetteva ad imprenditori e politici di evitare il carcere. Il 10 Marzo Giuliano Amato svelò in Parlamento la presunta ambigua condotta del Partito Democratico della Sinistra, che in pubblico criticava il decreto Conso (l'opinione pubblica allora era fortemente dalla parte dei magistrati), mentre in privato - a suo dire - lo sosteneva.
Massimo D'Alema, all'epoca dei fatti coordinatore politico del PDS, di fronte a tale dichiarazione inveì contro Amato:
"Amato è un bugiardo e un poveraccio. È uno che deve fare di tutto per restare lí dov'è, sulla poltrona".
Massimo D'alema rimase coinvolto in Affittopoli: dopo una pesante campagna mediatica dovette traslocare e lasciare il suo appartamento, in una zona centrale di Roma, che un ente pubblico gli affittava ad un canone irrisorio e fuori mercato.
Nel 1985 Massimo D'Alema ricevette 20 milioni di lire da parte del miliardario barese Francesco Cavallari, che fu in seguito condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. I soldi erano destinati al Partito Comunista Italiano, di cui D'Alema era all'epoca segretario regionale pugliese. Per questo finanziamento illecito D'Alema è stato inquisito ma, a causa dello scadere dei termini di prescrizione nel 1995, il procedimento è stato archiviato dal gip Concetta Russi. L'episodio è stato ammesso dallo stesso D'Alema quando il reato era destinato a cadere in prescrizione.

Ma siamo sicuri di volerlo al Quirinale?
postato da: LiborioButera alle ore 18:54 | Permalink | commenti (4)
categoria:politica, informazione, politica e potere
giovedì, 04 maggio 2006

" Mamma, sono uscita con amici.

Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi  detto: di non bere alcolici.
Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosi ho bevuto una  gazzosa .

Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se
dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici.

Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto.

Quando la festa e finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo.

Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria.

Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava...

Qualcosa di inaspettato! Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice:
 "Il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco".

Mamma, la sua voce sembra così lontana...

Il mio sangue e sparso dappertutto e sto cercando,con tutte le mie forze,di non piangere.

Posso sentire i medici che dicono: "Questa ragazza non ce la farà".

Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità.

Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire...

Perchè le persone fanno tutto questo, mamma? sapendo che distruggeranno delle vite?

Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente.

Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, dì a papà di essere forte.

Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare...

Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva...

La mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente paura..

Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata...

Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, Mentre sono sdraiata, qui, morente.

Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo...
Ti voglio bene e....addio."

Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente.
La ragazza, mentre moriva, Sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva... scioccato.

Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza.

Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo cancelli...
Potresti perdere  l'opportunità, anche se non bevi, di far capire a molte  persone che la tua stessa vita è in pericolo.

Questo piccolo gesto può fare la differenza. Non ti costa nulla: mandalo a tutti quelli che conosci.

postato da: LiborioButera alle ore 20:59 | Permalink | commenti
categoria:informazione, societĂ 
mercoledì, 03 maggio 2006


Mi auguro che troverà un po' di tempo per vergognarsi. Pecoraro Scanio noto segretario dei Verdi che non è mai riuscito a far crescere in percentuale il partito, ma che è riuscito a tutelare tutti i suoi familiari. Le ultime elezioni hanno permesso l’elezione d’alcuni suoi familiari tra cui il fratello.

postato da: LiborioButera alle ore 23:20 | Permalink | commenti (3)
categoria:politica, informazione