martedì, 28 marzo 2006

Vorrei ricordare agli insegnanti con contratto a tempo determinato con nomina fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), che il 30 marzo è la data ultima per aderire al fondo pensione Espero. I sindacati e i gestori del fondo (sindacati e rappresentanti del governo) si sono affrettati ad emanare il seguente comunicato:
"Ricordiamo che, per l'iscrizione al Fondo Espero, sono necessari tre mesi continuativi di contratto dalla data che appone la scuola sul modulo di adesione al termine del contratto stesso.
Dunque i lavoratori a tempo determinato con contratto in scadenza il 30 giugno possono ancora aderire al Fondofino al 30 marzo."
Ricordo che il fondo di pensione (Espero), nonostante la campagna informativa e pubblicitaria dei sindacati, stenta a decollare. A fronte di quasi 1.000.000 di dipendenti, vi hanno aderito appena in 48.000.  Le perplessità del personale scolastico sono infinite, una su tutte il rischio che lo stesso capitale investito non è garantito. 

C'è chi è contrario al Fondo Espero e chi volesse documentarsi può farlo cliccando quì.

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categoria:politica, scuola
giovedì, 23 marzo 2006

C’è un grande assente nei dibattiti politici televisivi: il precariato nella scuola. L’argomento sembra essere diventato un tabù, l’Unione si limita a parlare del disastro della riforma Moratti, e basta quello, per acquisire consensi dal mondo dell’istruzione. Ma non basta. La scuola ha tanti altri problemi che andrebbero affrontati e risolti, ne cito solo alcuni: l’edilizia scolastica, le attrezzature didattiche, stipendi europei, nuove metodologie didattiche che favoriscano la didattica dei laboratori. Il precariato però, rimane il problema maggiore. Negli anni, attraverso questa pratica, si è applicata una sorta di “liberalizzazione spinta” del lavoro. Il precariato ha garantito da sempre la flessibilità con contratti di supplenza a termine, ergo nessuna sicurezza economica, nessuna certezza lavorativa, nessuna possibilità di attingere ad un mutuo. Lo stesso sta avvenendo nel mondo del lavoro dipendente a seguito delle riforme Treu e Biagi. Come mai in passato  nessuno gridava allo “scandalo”? Forse perché il precariato è sempre stato una fonte inesauribile di “guadagno”, suddiviso in tessere sindacali e risparmi da parte dello Stato?  Oggi, ricordo, ci sono più di 200 mila insegnanti precari che aspettano di sapere quale tipo di futuro si sta loro preparando. Intendo dire che per conseguire l’abilitazione, devono  “passare” attraverso i corsi SISS gestiti dalle università, che hanno un costo superiore a 5000 Euro. Stranamente questo tema è scomparso dai dibattiti politici attuali.

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categoria:politica, scuola, informazione
lunedì, 20 marzo 2006

Mentre tutti i media si occupano della necessità di una legge che garantisce la presenza femminile nel Parlamento, pedagogisti, psicologi e sociologi, da tempo ormai hanno lanciato l’allarme sulla necessità di introdurre nella scuola le “quote celesti”. Questo per assicurare una presenza congrua di maestri e professori maschi. Da un’indagine effettuata da Uil-scuola è emerso che nella scuola primaria la presenza del maestro è quasi sparita, le percentuali parlano di una presenza inferiore del 5%. Nell’ex scuola media, oggi secondaria di primo grado, le professoresse hanno raggiunto il 75% mentre nelle superiori la presenza maschile si va via via assottigliando, attualmente è intorno al 40%. “La presenza di entrambe le figure, durante la crescita educativa, è  fondamentale – sottolinea il sociologo Sabino Acquaviva - a maggior ragione con la disgregazione che vive la famiglia di oggi. L’educazione e la crescita il più delle volte viene affidata solo alla madre, con la conseguente relegazione in secondo piano di quella paterna”.  “Almeno a scuola deve essere garantita”. “Stiamo costruendo la prima società davvero al femminile, anche se i vertici restano al momento ancora in mano agli uomini. Ma interi settori, non solo la scuola, sono oramai a netta preponderanza femminile, quando sarebbe invece necessaria una miscela”. ”Anche perchè - osserva ancora Acquaviva - difficilmente un ragazzo deciderà di fare il maestro o il professore in futuro, se vedrà che quel ruolo è sempre impersonato da una donna”. Posto il problema al ministro delle pari opportunità, Stefania Prestigiacomo, principale sostenitrice delle “quote rosa”, si è detta favorevole a favorire l’assunzione di professori uomini, a patto che lo stesso si faccia dove le donne sono in netta minoranza: ambasciatori, rettori e professori universitari, Direttori di giornali, magistrati, dirigenti eccetera eccetera. Garantire in quei settori la presenza femminile, se mi permette, è compito Suo, è la Sua battaglia e  quella di molte donne, ma una corretta crescita educativa, sana equilibrata, dei nostri ragazzi è una legittima pretesa da parte di tutti.

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categoria:scuola, societĂ 
sabato, 18 marzo 2006
Il MIUR attraverso una circolare, ha predisposto per gli insegnanti la registrazione della casella elettronica con dominio istruzione.it. Questo per favorire la consegna del cedolino “elettronico” e nello stesso tempo garantire la privacy. Infatti, nel momento in cui si completa la procedura di registrazione, ogni mese, in formato pdf e direttamente nella mail, si riceve il file stampabile. Ma davvero questa procedura tutela la privacy?  Purtroppo, chi ha progettato il sistema non ha tenuto conto di alcuni aspetti importanti e ha creato una falla che permette addirittura il “furto”, da parte di terzi, dell’identità elettronica al punto da sostituirsi al docente. Vediamo cosa si può verificare: chiunque è a conoscenza del codice fiscale di un insegnante e conosce la scuola dove presta servizio, in pochi passaggi, si può registrare presso il MIUR, con una propria password, ma con l’identità dell’ignaro insegnante, e ricevere tutte le comunicazioni personali compreso il cedolino. La procedura di registrazione, la trovate qui [sezione REGISTRATI], e se non si è in possesso del codice fiscale, basta semplicemente scaricare le graduatorie permanenti che, ricordo,  sono atti pubblici e si trovano presso i CSA e i loro siti, per impossessarsi di tutti i dati necessari per rubare l’identità elettronica. Con questa denuncia, spero che i tecnici pongano rimedio a questo vergognoso errore e gli insegnanti, farebbero bene a controllare la loro situazione online.
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categoria:scuola, giornalismo, informazione
giovedì, 16 marzo 2006

Per svolgere le professioni di: agrotecnico, geometra, perito agrario, perito industriale, consulente del lavoro e giornalista, basta solo il diploma. E’ una notizia importante in un momento così delicato che vede la riforma della scuola Moratti, svuotare della loro peculiarità i titoli di studi di scuola secondaria. In questi giorni proprio il ministero dell’istruzione si era rivolto al Consiglio di Stato per un parere, è la risposta è stata: per l’accesso alle  professioni di cui sopra, basta il diploma della scuola secondaria. Da questo si evince che le lauree brevi, in realtà rimangono tagliate fuori e  la riforma universitaria voluta dal centro-sinistra per questa tipologia di titolo di studio non ha mai previsto un vero e proprio sbocco professionale.

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categoria:scuola, informazione, societĂ 
mercoledì, 15 marzo 2006

Un Caruso che divide, altro che Unione. E’ lui il vero mattatore di questa campagna elettorale, riesce, quasi quanto Berlusconi, a rimanere al centro dell’attenzione. E’ bastato che dicesse, che ritrattasse, che tornasse a dire, per far gridare allo scandalo tutti, dalla politica ai giornalisti, dai milanesi ai commercianti che per protestare contro la guerriglia urbana, hanno organizzato una fiaccolata. Ma il no-global, disobbediente, antagonista, nonché possidente, ha deciso di non seguire i consigli dei suoi compagni d’avventura politica (altrimenti che disobbediente sarebbe, aggiungiamo noi), anzi, ha chiesto il permesso per una manifestazione in favore dell’amnistia dei disobbedienti arrestati per aver distrutto un’intera via milanese.  Paolo Scarpis, questore di Milano non ha ritenuto opportuno concederla, in cambio ha autorizzato un presidio in piazza Aquileia, davanti al carcere di San Vittore. Le posizioni di Caruso hanno evidenziato alcune crepe nel centro sinistra. Bertinotti lo difende a spada tratta, D’Alema chiede che non sia candidato, mentre Dini (quello della riforma disastrosa delle pensioni) lo paragona addirittura, per lo scandalo, a Cicciolina. La risposta del segretario di Rifondazione al presidente dei DS, è stata durissima: “Sono in radicale dissenso dalla formula usata da D'Alema e trovo inopportuna e inelegante questa ingerenza nelle scelte di un partito alleato”. A questo scontro si sono unite le parole di Rutelli che considera l’estrema sinistra “nemica” dell’Unione, dimenticandosi di averli come alleati. Su Rifondazione Comunista oggi è caduta un’altra pesantissima tegola. Raffaele Crivelli, ex sindaco di Altamura, è stato arrestato perché coinvolto in un bruttissimo affare: traffico illecito di rifiuti. Nella discarica, gestita dai suoi compagni, i carabinieri hanno accertato, tra l'altro, che erano stati versati rifiuti per 400 mila metri cubi, circa il doppio rispetto alla capienza. Inoltre,  sono state riscontrate alterazioni prodotte nell'impianto al sistema di rilevazione dell'inquinamento della falda acquifera, utilizzata per irrigare i campi coltivati ad ortaggi. Una vera vergogna, che non solo in un sol colpo ha cancellato quella pseudo superiorità morale tanto cara ad alcuni illustri politici, ma nello stesso tempo hanno fatto sì che parte della frutta e verdura, made in Puglia e già sulle nostre tavole, fosse stata contaminata da acque tossiche.

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categoria:politica, informazione, societĂ , violenza politica
lunedì, 13 marzo 2006
Gli appalti: una vera spina nel fianco della RAI. Oramai di prodotti RAI ce ne sono ben pochi, anzi, leggendo bene le proprietà dei format, direi che non ce ne sono. Un'azienda storica come quella della televisione definita "di stato", che ha prodotto centinaia di sceneggiati che in tutto il mondo sono stati e vengono ancora venduti (vedi "La cittadella" con Alberto Lupo " E le stelle stanno a guardare" con Orso Maria Guerrini "Le indagini del commissario Maigret" con Gino Cervi n.d.r.), presa d'assalto e annientata da pseudo società d'appalto (Ballandi, Endemol, Aran n.d.r) che pretendono di insegnare a fare televisione. E devo dire: se proponessero programmi interessanti, beh..vivaddio! Ma programmi demenziali come l'eredità, i reality show, giochi, ricette di cucina in tutte le salse ti portano a dire: "staccatemi l'antenna che non voglio piu' pagare il canone". E se questi lavoratori degli appalti entrassero in punta di piedi a chiedere: Scusate stiamo a casa vostra, vorremo chiedere aiuto per..."Macchè! Secondo notizie di lavoratori RAI chi lavora in queste società è arrogante, maleducato, presuntuoso e vorrebbe insegnare il mestiere a chi lo fa da circa trent'anni...a fior di professionisti. Rimango basito nell'apprendere queste informazioni, ma rimango ancor piu' meravigliato nel sapere di una vera e propria "chicca". Festival di Sanremo: metà gestione RAI, metà gestione appalto di una società. I tecnici RAI che hanno progettato e impiantato l'intero sistema audio per il teatro Ariston, dovevano non solo fare il lavoro per cui erano stati inviati in trasferta, ma come extra erano addetti a fare da guardia all'impianto audio. Motivo? Quelli dell'appalto si "divertivano" a "sabotare" l'impianto, nella speranza di far fare brutta figura alla tv pubblica. Ma che vergogna!!! Per fortuna l'efficientismo e la professionalità dei lavoratori della RAI hanno tenuto testa a queste manomissioni "cameratesche" e hanno tenuta alta la bandiera dell'azienda "di stato".
postato da: LiborioButera alle ore 16:15 | Permalink | commenti
categoria:giornalismo, informazione, societĂ 
lunedì, 13 marzo 2006
Si, avete letto bene: ma non è il rifacimento dei Promessi Sposi, ma il titolo di una scena di infantilismo annunciata. Chi ha assistito alla trasmissione di Lucia Annunziata su RAI3 (covo di comunisti a detta di Berlusconi n.d.r.), sa di cosa parlo e, chi volesse avere maggiori delucidazioni, basta che si colleghi con il sito del quotidiano La Repubblica, per vedere l'accaduto. Questa mattina, poi, rileggendo il batti e ribatti tra Berlusconi e l'Annunziata, ho rafforzato il mio pensiero: due "bambini" (come sembro' Fassino nel cercare giustificazioni relative alle intercettazione telefoniche sul caso Unipol n.d.r.), che con grande rancore si punzecchiavano su fatti relativi alla RAI, a Santoro, a Biagi....Apprezzo Annunziata per la sua grande professionalità e non ho mai nascosto di non avere alcuna stima per Berlusconi, ma quello che è andato in onda sulla rete RAI, non è stata un'intervista ma uno sfogo per quello che qualche anno fa, con Annunziata presidente della RAI, era accaduto. Di informazione politica, per le prossime elezioni, non c'era nulla: uno sfogo; un infantilissimo sfogo!
Tutto qui.
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categoria:politica, giornalismo, informazione, politica e potere
domenica, 12 marzo 2006

La privacy, ormai sta diventando sempre di più un optional tra: telecamere a circuito chiuso, autovelox, internet, intercettazioni telefoniche, ambientali e dell’antiterrorismo, alla fine il grande fratello lo subiamo noi e non quei quattro “scimuniti” che si sono fatti rinchiudere in una casa a Cinecittà. A contribuire a questa continua violazione, si è aggiunta una società americana (e te pareva) che con poche centinaia di dollari è disposta a cedere i tabulati che contengono le chiamate ricevute e inviate dal vostro telefonino o telefono fisso. In questo caso la violazione della privacy, rischia di fare vere e proprie brutte sorprese, palesando pratiche alla quale si è avvezzi, che di solito si cerca di celare con la massima cura, cosa? Ma le Corna, è ovvio! Non quelle del Presidente del Consiglio, fatte per scherzo (ma proprio lì le doveva fare?) ad un incontro dei capi di Stato europei, ma quelle del partner fedifrago. La Locatecell.com, è questo il nome dell’azienda semina zizzanie e rovina famiglie, in questi mesi, sta subendo un’indagine da parte delle autorità americane. Ma sembra non essere l’unica, infatti, l’inchiesta si sta allargando a macchia d’olio. Altre società sono entrate nel mirino degli inquirenti e addirittura si sospetta che con soli 160 $, “cedano” i tabulati a chiunque, ne faccia richiesta. Cari amici fedifraghi e non, state attenti alle telefonate che inoltrate e che ricevete, se proprio volete interagire senza essere sorpresi con le mani umh… nel sacco, usate una tecnica consolidata che fino ad oggi è stata vincente: quella del “pizzino”.

postato da: LiborioButera alle ore 09:37 | Permalink | commenti (1)
categoria:informazione, societĂ 
martedì, 07 marzo 2006

Avevo letto sui giornali la coda di polemica che era rimasta dopo la consegna nella sala stampa del Teatro Ariston di Sanremo, ma non ne avevo visto le immagini. Per fortuna che Striscia la Notizia le ha riproposte, così ho potuto assistere con dispiacere alla “cretinaggine” di Eros Ramazzotti. Il suo comportamento, davanti al sottosegretario Gianni Letta che nell’occasione rappresentava il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, è stato a dir poco disgustoso.  Una stecca irrimediabile partorita dalla profonda ignoranza che contraddistingue il cantante e da una maleducazione che si è manifestata in tutta la sua volgarità. Criticare il design dell’onorificenza significa offendere l’intero popolo italiano. E per quel che vale, è stato proprio Ciampi, durante il suo settennato, a pretendere un restyling grafico di quelle medaglie, oggi più «arrotondate» di un tempo, e una più severa selezione per gli insigniti. Tra questi, cantanti come Mina, Dalla, Baglioni, Guccini. Nessuno di loro si è permesso di fare passerelle buffonesche con la Croce al collo solo Benigni a dire il vero, tutti si sono detti onorati di tanto, e al momento giusto, non con tardive rettifiche a mezzo stampa. Mi chiedo e chiedo a tutti voi se non sia il caso che l’ex ragazzotto romano, non restituisce al Paese quell’onorificenza che non merita di portare ne a destra ne a sinistra ne di dietro e ne tanto meno  al collo. Ramazzotti non merita di essere annoverato come un illustre Commentatore, semmai come un illustre Cretino!

postato da: LiborioButera alle ore 21:41 | Permalink | commenti (7)
categoria:storia, giornalismo, informazione, societĂ 
domenica, 05 marzo 2006

Un passo avanti per combattere la diffusione dei dialer è stato fatto, anche se secondo me si poteva fare di più. Il Ministro delle Telecomunicazioni, Landolfi, ha introdotto due nuove regole che impongono alle società di limitare a 12,5 euro il costo della chiamata ai famosi e temuti numeri a pagamento. Molti di noi cybernautici, privi di adsl, in molte occasioni siamo stati vittime dei temutissimi dialer, piccoli programmi che deviano la connessione verso un numero a pagamento con un tariffario al minuto da brivido circa 1 euro a scatto. Questo nuovo decreto limiterà a 12,5 le truffe telefoniche, ma mi domando con un po’ di coraggio in più non sarebbe stato meglio abolire del tutto i numeri a pagamento? Altra novità riguarda l’attivazione di un PIN, da parte del gestore telefonico, che servirà al cliente a monitorare la spesa telefonica dall’uso dei numeri telefonici a pagamento. Sicuramente, rispetto a prima, il cittadino ha qualche arma in più per limitare i danni derivati dalla truffa, ma quello che mi lascia perplesso è che il principio non è stato affatto abolito. Infatti, 12,5 euro, sommati a tanti altri 12,5 consentiranno ancora la proliferazione dei furbi che avranno modo di incrementare di molto, e con facilità inaudita, i loro guadagni a scapito di noi poveri e ignari utenti.

postato da: LiborioButera alle ore 09:48 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica, informazione, societĂ 
sabato, 04 marzo 2006

Non si parla mai male dei clienti. Sembra essere questo il punto cardine del giornalismo italiano.

Per chi non crede sia così …… Filippo  Facci su Macchianera. Leggere per capire.

Quello che ci da Filippo Facci è un grande contributo, utile per capire come l’informazione sia sempre più in ostaggio della pubblicità.

postato da: kingzac alle ore 17:56 | Permalink | commenti
categoria:giornalismo
sabato, 04 marzo 2006

Chi ha frequentato l’Università, conosce benissimo i tempi necessari per preparare un esame, talvolta nonostante il lungo periodo passato a studiare si è stati addirittura respinti. Questo piccolo preambolo per introdurre un argomento che sembra non abbia incuriosito i media, peccato perché si tratta dei nostri studenti spesso etichettati come gli ultimi in Europa: “undici esami in undici mesi” si proprio così è lo slogan di una pubblicità, esatto della CEPU. Peccato che le statistiche, quelle reali descrivono un altro scenario. Ma a Bari sembra che gli studenti rispettino in pieno questa “tabella di marcia”, al punto che alcuni docenti e studenti, insospettiti dal successo dei colleghi, hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica, che subito ha avviato un’inchiesta. Il sospetto è che vi siano delle connivenze, tra docenti universitari e la società formativa. Gli inquirenti hanno sequestrato i registri alcuni registri e li hanno consegnati ai due magistrati che stanno curando l’inchiesta: Francesca Romana Pirrelli e Francesco Bretone. Il legale della società ha dichiarato di essere pronto a chiarire ogni dettaglio. Noi speriamo che venga fatta luce sulla vicenda, perché oggettivamente non ci siamo mai fidati delle passate campagne pubblicitarie che hanno visto come testimonial calciatori alla Vieri. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Queste notizie di 10 esami in 10 mesi di Bari ci incuriosiscono e pensiamo che l’inchiesta è sicuramente destinata ad allargarsi ad altre città universitarie, dove con ogni probabilità avremo modo di conoscere altri giovani dotati della famosa “genialità italiaca” o se preferite della più banale arte di arrangiarsi!

postato da: LiborioButera alle ore 11:33 | Permalink | commenti (1)
categoria:scuola, informazione, societĂ 
giovedì, 02 marzo 2006

Brutto episodio su rai 2, dove Anna Falchi è stata duramente attaccata da Mario Adinolfi, che ha affermato che lady Finanza non è persona appropriata a parlare di lavoro, in quanto vive sui milioni di euro. Credo si tratti di un episodio spiacevole e non giusto, la Falchi ha come tutti il diritto di partecipare a qualsiasi tipo di discussione. Tanto meno le deve essere contestata la possibilità di parlare di lavoro solo perché ha un marito facoltoso.

Ma dove stiamo arrivando? E questa sarebbe libertà di parola? A me sembra solo libertà di offendere.

postato da: kingzac alle ore 13:12 | Permalink | commenti (2)
categoria:societĂ 
giovedì, 02 marzo 2006

Oliviero Diliberto, incurante di rappresentare in Italia il comunismo, lo stesso comunismo che ha avuto tra le sue file spietati carnefici come Lenin, Stalin, Mao Zedong e Pol Pot, si permette di affermare che le mani strette fra Berlusconi e Bush grondano sangue. Sgomento e incomprensione, Diliberto invece di riconsiderare le sue posizioni estreme mette in grave imbarazzo l’Italia intera, oltre alla coalizione che sciaguratamente l’ha ospitato.

postato da: kingzac alle ore 13:06 | Permalink | commenti (7)
categoria:politica
mercoledì, 01 marzo 2006

Che internet fosse un mezzo stupefacente, si sapeva già, ma che addirittura sarebbe diventato il mezzo più usato per il traffico di droga forse non lo sospettava nessuno. Oggi scopriamo che comprare droga su internet è un gioco da ragazzi, esistono le farmacie online, dove si può ordinare comodamente da casa e viene recapitata, all’interno di un pacco, da un ignaro postino. E’ questa l’ultima frontiera del traffico  degli stupefacenti: lo afferma il rapporto annuale del Comitato internazionale sui narcotici, presentato ieri a Roma da Gilberto Gerra, membro dell'organismo. Il traffico di droga attraverso le poste, diventa più difficile da monitorare anche perché i molti punti di smistamento e le diverse vie d’ingresso nel Paese fanno sì che  grossi quantitativi passano senza subire nessun controllo da parte delle forze dell’ordine.  Questo nuovo mercato ha incrementato la proliferazione di molte farmacie virtuali,  attivi in Paesi come gli USA, Tailandia, Cina e Olanda, dove attraverso un click i tossici ordinano il tipo di stupefacente desiderato, che varia dalla cannabis sempre più pura e pericolosa, all’ecstasy, alla cocaina e alle altre droghe sintetiche. Il “fumo” rimane lo stupefacente più diffuso anche se negli ultimi anni  sta crescendo di molto l’uso della cocaina. Le nuove tecniche di lavorazione della cannabis, afferma Gerra, l’ha fatta diventare più pericolosa. Il principio attivo è aumentato passando da un 10% ad un 24% con i danni che ne conseguono. In Italia da ieri è attiva la legge antidroga voluta dal governo ma ancora non sono state stilate le tabelle che ne quantificano l’uso personale, non si capisce ancora cosa apettano a vararle visto che negli ultimi anni l’età media del primo spinello si è abbassata notevolmente, passando dai 13 agli 11 anni. Le false notizie che lo spinello non fa male ne incentivano l’uso, ma i medici da sempre affermano che i danni che producono, specie a quella età, sono devastanti per la salute. La droga è una piaga e pertanto deve essere combattuta!

postato da: LiborioButera alle ore 14:54 | Permalink | commenti
categoria:giornalismo, informazione, societĂ