lunedì, 27 febbraio 2006

In altre occasioni lo avevo già scritto, oggi però a confermare la mia tesi c’è la stessa Bankitalia, che attraverso uno dei “temi di discussione” pubblicati periodicamente da Via Nazionale spiegano come i rendimenti dell'istruzione superino, e spesso di molto, quelli in investimenti finanziari alternativi. E questo vale, spiegano gli analisti, non solo per gli individui, ma anche per la società e quindi per lo Stato. I calcoli sono piuttosto complessi, ma il risultato è inequivocabile. Per continuare a leggere l’articolo ecco il [link]
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categoria:scuola, informazione
sabato, 25 febbraio 2006

Il nostro è senza dubbio un Paese meraviglioso ma senza dubbio pieno di contraddizioni. L’ultima notizia strana arriva dal ministero dell’Istruzione (MIUR) che come ogni anno ha consegnato le borse di studio ai migliori studenti per rappresentare l’Italia e l’italianità all’estero. Quest’anno ha scelto, certamente per meriti ed intelligenza oltre che per i risultati scolastici, un nome accompagnato da un cognome arcinoto e non certamente per essersi distinto per imprese eroiche in favore del Paese ma piuttosto per essere latitante da più di 30 anni: Provenzano. La primula rossa siciliana, in questi anni, ha dato dimostrazione di abilità oltre che di intelligenza, certamente non le ha usate a fin di bene, ma riuscire a sfuggire alla cattura per tutto questo tempo, ha dimostrato al mondo intero di potersi prendere gioco di uno Stato dotato di uomini, tecnologie, intellighenzia ed investigatori di primo livello. Il figlio, infatti, ha un curriculum studentesco di tutto rispetto, è molto stimato nel suo ambiente: ha conseguito la laurea in lingue e culture moderne, presentando una tesi su 'I goti come oggetto di etnografia' e ottenendo un punteggio di 106/110. attualmente si trova in Germania nel liceo 'Stadtische Gesamtshule' di Schwerte, nella regione del Nordreno Vestfalia, dove per anni ha vissuto suo zio Simone (lavorava in fabbrica fino a quando fece ritorno a Corleone): è assistente di lingua italiana con un incarico che durerà fino a dicembre. Questa notizia si potrebbe commentare in diversi modi, anche nella maniera più ovvia, io voglio andare controcorrente, e sperare che questa borsa di studio a Francesco Paolo, possa servire ad allontanarlo dalla cultura mafiosa che ha vissuto in famiglia e che possa essere da esempio per tutti quei giovani che ancora in Sicilia vedono la mafia come una possibilità di lavoro o addirittura di riscatto sociale.

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categoria:scuola, informazione, società
venerdì, 24 febbraio 2006

Le vittime del bullismo hanno la vita segnata per sempre: "Ogni giorno avevo il terrore di entrare a scuola", ha raccontato Sophie Amor una ragazza inglese di 23 anni che finalmente ha ricevuto un risarcimento di 20 mila sterline (pari a circa 30mila euro) per essere stata vittima del bullismo nella scuola pubblica che frequentava in Galles. Racconta episodi raccapriccianti e di come i suoi compagni delle elementari, le sputavano addosso, la prendevano in giro perché grassa e la picchiavano, tanto che una volta fu costretta a mettere dei punti intorno all'occhio dopo essere stata sbattuta di proposito per terra.    “Non potevo nemmeno camminare nei corridoi senza che qualcuno facesse un commento o sbattesse, di proposito, contro di me” ha aggiunto Sophie, addirittura a 9 anni tentò il suicidio con un’overdose di farmaci, a 14 anni si ritirò da scuola perché gli venne diagnosticata la depressione. Segna la vita il bullismo, la segna nel peggior modo possibile, spesso viene considerato una semplice bambinata, e non viene posta la giusta attenzione. Sophie oggi ha 23 anni ma non ne è ancora uscita: "E ora non esco nemmeno più di casa se vedo che in strada sta passando qualcuno dei ragazzi che mi hanno offeso o malmenato. Quella che sto vivendo non è una vita vera e propria... è un'esistenza e basta. Purtroppo odio questo mio modo di reagire, ma non posso cambiarlo".  I genitori davanti alla sofferenza dei figli, spesso non denunciano questi episodi perché sperano che rientrino da soli, perché credono che gli equilibri si stabiliranno crescendo, ma a volte non è affatto così.  Parlare di bullismo è già un importante passo avanti. Sensibilizzare gli adulti può significare togliere dal terrore un bambino che a quell’età rischia di subire traumi che poi si manifesteranno in tutta la loro “efferatezza” in età adulta, quando sarà difficile intervenire.

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categoria:scuola, giornalismo, informazione, società
venerdì, 24 febbraio 2006

Le finanziarie degli ultimi anni si sono accanite sulla scuola tagliando le risorse necessarie per una normale gestione degli istituti. Giungono notizie che in alcune scuole elementari, che i genitori sono costretti a fare le collette per comprare la carta igienica. Un esempio che lascia capire in che stato è stata ridotta la scuola in questi ultimi anni di tagli e solo tagli. Nell’ultima finanziaria sono state soppresse le “indennità di missione”, la successiva circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze, datata 11 gennaio 2006, ribadisce ciò che la Finanziaria impone:

 

  • la soppressione dell’indennità di trasferta per missioni espletate in Italia;
  • la soppressione dell’indennità supplementare (10% su biglietti per viaggi con mezzi di trasporto di linea, per via terrestre o marittima, e 5% su viaggi aerei) sia per le missioni in Italia sia per quelle all’estero.

Vediamo, nel dettaglio, quali erano i compensi previsti per il trattamento di missione:

1.     20,45 al giorno (misura intera);

2.    € 13,62 al giorno (ridotta di 1/3) per i dipendenti che fruivano di alloggio gratuito;

3.     € 10,22 al giorno (ridotta del 50%) per i dipendenti che fruivano di vitto gratuito;

4.      6,81 al giorno (ridotta di 2/3) per i dipendenti che fruivano di vitto e alloggio gratuito.

Questi pochi compensi servivano a garantire, viaggi d’istruzione, vacanza studio in Italia, scambi culturali e altre attività didattiche. I tagli che sono evidenziati sopra sono riferite solo alle trasferte in territorio nazionale, ma sono state tagliate anche le risorse che garantivano le trasferte all’estero. Insomma, è stato fatto un netto taglio, grazie alla politica attuata dal governo, alle attività scolastiche ritenute improduttive, di mero interesse culturale. Le scuole, espropriate del finanziamento statale, sono in ogni modo costrette (se vogliono sopravvivere) a mantenere la stessa offerta formativa richiesta in precedenza: sembrerebbe che l’unica strada percorribile sia quella del reperimento di fondi privati, a meno che si voglia rinunciare alle visite culturali… Noi pensiamo che la scuola debba continuare a essere pubblica, fortemente indipendente da dinamiche di mercato che porterebbero l’istituzione scolastica a essere non più luogo di apprendimento e di scambio culturale, ma ennesimo posto in cui il valore dominante è il profitto, ovviamente a scapito di tutte quelle attività che profitto non creano! Pensiamo, inoltre, che la cultura e la conoscenza abbiano un valore: non è possibile sacrificarle, il governo (di destra o di sinistra) non può e non deve prescinderne.
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categoria:scuola, informazione
giovedì, 23 febbraio 2006
La pressione sulle scuole  per attivare la sperimentazione la stanno facendo i Direttori Regionali che a loro volta la subiscono dal MIUR.  Le scuole che si stanno stanno trovando a votare l’adesione alla sperimentazione sono quelle delle regioni amministrate dalla Cdl. Infatti, In Lombardia, per esempio, la Direzione regionale ha già riunito il 3 febbraio tutti i dirigenti di licei e istituti tecnici per informare del progetto e pare che abbia già fissato come data ultima per l'adesione il 28 febbraio. Alcuni collegi dei docenti, hanno già bocciato il progetto di sperimentazione  e altri si apprestano a farlo. Ma come ho avuto modo già di dire, perché questa forzatura?  Questo decreto ha aperto un contenzioso con le regioni che con un’altissima probabilità lo vinceranno e spazzeranno via il materiale prodotto con la sperimentazione. Dopo il 9 aprile il quadro politico potrebbe cambiare e l’Unione pur dichiarando di non voler abrogare la legge Moratti, potrebbe apportare delle sostanziali modifiche nella fase emendativa con la cancellazione del doppio canale. Partire con una sperimentazione, non solo è rischioso ma anche deleterio. Le voci messe in giro per incentivarne l’avvio sono assolutamente false, infatti, essa non potrà garantire ne i posti di lavoro ne tanto meno la stessa scuola. Per intenderci, se un ITIS decide di sperimentare un indirizzo di liceo tecnologico, la cosa in sé non dà certezze per il futuro sul fatto che possa continuare a farlo anche se e quando la riforma andrà a regime. Con la riforma l'istruzione professionale viene definitivamente espulsa dal sistema di istruzione per essere inserita in quello della formazione. Questo deve essere assolutamente evitato. Allo stesso modo gli istituti professionali non devono farsi abbindolare dall'idea che la sperimentazione del "campus" li possa salvare dal baratro del secondo canale, perché così si rimane in contatto con il canale d'istruzione e quindi solo parzialmente esclusi. Il ruolo del secondo canale resta sempre lo stesso anche sotto lo stesso tetto e cioè accogliere esclusivamente gli studenti espulsi dal sistema dei licei o precocemente canalizzati verso il lavoro alla fine della scuola media. Per concludere, per fermare la riforma nefasta bisogna bocciare nei collegi dei docenti l’avvio della sperimentazione.  Ancora una volta la scuola è chiamata a salvare se stessa, ci riuscirà anche questa volta?
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categoria:politica, scuola, giornalismo, informazione
domenica, 19 febbraio 2006

Siamo o abituati a vedere prodotti del griffatissimo made in Italy  contraffatti, al punto che le aziende che producono i falsi hanno dato vita ad una vera e propria economia parallela. Adesso però,  a fargli concorrenza si sono aggiunti Paesi come, Cina, Corea, India e altri in via di sviluppo, che ormai hanno invaso i mercati occidentali, di prodotti contraffatti.  Adesso sembra che non si stanno solo limitando a contraffare capi alla moda, ma addirittura in Sicilia, esattamente a Vittoria, terra che coltiva il famosissimo pomodorino “datterino” meglio conosciuto come pomodorino di Pachino o ciliegino, la Guardia di Finanza ha scoperto e sequestrato 3.600 cassette per un valore di circa 200 mila Euro di pomodorino contraffatto, si, proprio così, contraffatto! La merce era arrivata dalla Spagna, ma coltivata in Marocco, il prezzo di mercato si aggira intorno ai 0.60 centesimi di Euro al chilogrammo, ma dopo aver apposto il marchio falso, magicamente il prezzo lievitava fino a toccare i 7 Euro al Kg. Le cassette erano pronte per essere spedite sia nei mercati isolani che addirittura anche all’estero. Grazie a questa operazione, si è scoperto che esistono Paesi dal clima simile che cercano di rubarci quote di mercato producendo dei veri e propri “falsi agricoli”.I pomodorini, veri e pregiati sono  quelli della «fascia trasformata» che va da Pachino a Vittoria, e sono particolari perché crescono su un humus composto da sabbia salina che viene riscaldata dal forte sole siciliano: questa è la zona che in tutta Europa ha più luce e più calore. Insomma un dono della natura che cinesi, marocchini e altri Paesi che una volta venivano chiamati terzo mondo, ma non lo sono più, si mettono a copiare. La nostra agricoltura ha specificità uniche come l'arancia rossa e, appunto, il pomodorino: dovrebbero essere le reginette dei mercati, e invece vengono insidiate dalle contraffazioni. Ormai si copia tutto. Si arriva all'assurdo che un'industria canadese produce il «prosciutto di Parma» dopo averne registrato il marchio, mentre il vero prosciutto di Parma per avere accesso in Canada deve cambiare denominazione. E' l'epoca delle due «F»: falsari e furbi.

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categoria:giornalismo, alimentazione, informazione
sabato, 18 febbraio 2006

Può un ministro della Repubblica comportarsi come il più becero dei blasfemi? La logica imporrebbe di no, specie in un momento così delicato che vede uno scontro frontale di civiltà. Ma per cavalcare l’onda emotiva dei suoi elettori, il leghista Calderoli, ha pensato bene di far stampare su delle magliette le vignette incriminate e di esibirle con orgoglio in televisione. La reazione non si è fatta attendere a Bengasi,  in Libia,  davanti al consolato italiano, l’unico peraltro occidentale, è scoppiata una feroce protesta. La polizia locale, intervenuta «energicamente» per disperdere la folla, avrebbe usato le armi. Ci sarebbero dei feriti, anche 11 morti. Durante i tafferugli i manifestanti, che non hanno comunque raggiunto l'edificio, hanno dato fuoco a tre o quattro vetture dei funzionari, tra le quali quella del console Giovanni Franco Maria Pirrello, che per motivi di sicurezza è stato portato via dalla polizia. Berlusconi ha sconfessato il Ministro e ne ha chiesto le dimissioni, ma Calderoli, nonostante abbia messo a repentaglio la vita di gli italiani presenti nelle aree più calde, non fa passi indietro e dichiara: «Pentito? Ma stiamo scherzando? Attentati e violenze di matrice islamica sono cominciate molto prima di qualunque maglietta».  Certo Calderoli, certo, ma questo non giustifica il Suo comportamento che oltre all’incoscienza, rasenta l’idiozia, farebbe bene a dimettersi e di andare ad esporre le sue perle di saggezza politica altrove e non mentre ricopre cariche istituzionali.

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categoria:politica, informazione, violenza politica
giovedì, 16 febbraio 2006

La nostra è una società che galoppa verso l’informatizzazione di massa, le vendite dei computer negli ultimi anni è quasi raddoppiata, così come i collegamenti alla rete internet. Per poterne usufruire in pieno c’è bisogno di una almeno sufficiente conoscenza della lingua inglese, e chiaramente una buona conoscenza della lingua italiana scritta e letta. Ovvio direte voi, ma non sempre è così. In Italia c’è un argomento che spesso rimane tabù, mi riferisco all’analfabetismo di ritorno,  fenomeno molto diffuso tra gli adulti, che con il tempo hanno perso la capacità di lettura e di scrittura. Sta diventando una vera e propria piaga che richiederebbe da parte dello Stato una politica che favorisca la formazione continua anche in età adulta. I dati emanati l’istituto CEDE sono allarmanti, si parla del 5% della popolazione di età compresa tra i 16 e i 65 anni, ovviamente stiamo parlando di un fenomeno assai complesso che ha radici profonde e non solo limitate ad una carenza di istruzione di base. Sicuramente la formazione continua e  permanente in età adulta potrebbe rappresentare un’importante arma per limitare i danni di un fenomeno che se trascurato può assumere dimensioni spropositate. Un consiglio semplice che mi sento di dare, è quello di riprendere a scrivere oltre che a leggere, aiuta molto, provate ad esempio a scrivere un blog, aiuta molto.  

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categoria:scuola, informazione, società
martedì, 14 febbraio 2006
Da quando si parla di riforma della scuola, ci siamo chiesti quale fine avrebbero fatti gli attuali istituti professionali. Il precedente governo di centro-sinistra con la riforma del Titolo V della Costituzione non lasciava dubbi, il nuovo art.117, tra le competenze esclusive delle Regioni comprende  appunto la formazione professionale. La sorte degli IPSIA, IPSARR, etc. era segnata. La riforma della scuola voluta dal centro-destra inserendo nei licei gli istituti tecnici, faceva sperare in una sorta di licealizzazione dei professionali e in un primo momento il termine “campus” in qualche maniera lo lasciava intendere. E’ bastato però, leggere le tabelle di confluenza per capire che invece è stata decretata la fine di scuole come: l’alberghiero, il marittimo, il calzaturiero etc. che verranno affidati alle Regioni con il rischio di una frammentazione che sicuramente vedrà diversificare i percorsi di studio ed i relativi titoli. 
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categoria:politica, scuola, giornalismo, informazione, società
domenica, 12 febbraio 2006
Il ministro Moratti sicuramente vuole affrontare la campagna elettorale per il Comune di Milano con in mano i risultati ottenuti dal suo ministero. Una di queste è la riforma della scuola. Prima di essere applicata però, ha bisogno di qualche anno di sperimentazione per smussare gli eventuali spigoli (secondo me molti) che si manifesteranno. Questa frenesia, ha portato la ministra a non tener conto dell’accordo preso con le Regioni, nella Conferenza Stato-Regioni, di iniziare la sperimentazione nell’anno scolastico 2007/08. Infatti, è anticipata già nel prossimo anno scolastico, quando già le scuole hanno chiuso le prescrizioni, e non sono affatto pronte per attivare i nuovi percorsi liceali.  Non bisogna trascurare che senza una campagna informativa verso le famiglie e i “diplomandi” delle scuole medie, viene a mancare il presupposto più importante: l’orientamento verso la scelta del percorso di studio superiore. L’emanazione della circolare d’avvio della sperimentazione, ha inevitabilmente rotto la tregua che faticosamente si era costruita tra Ministro e Regioni. Mi chiedo se sia il caso di gettare anche la scuola nelle polemiche elettorali, ma soprattutto perché forzare una sperimentazione a preiscrizioni concluse? Non ci sono più né i tempi tecnici né quelli materiali. Il conflitto Stato-Regioni che ne è conseguito passerà all’esame della Corte Costituzionale, dove le Regioni denunciano la mancanza di rapporto di leale e reciproca collaborazione e i decreti varati per l'avvio della sperimentazione, la tabella di confluenza dei nuovi licei e la quota del 20% del piano di studi, non hanno avuto l’avallo delle Regioni che si sono viste scavalcate in materia di programmazione dell’offerta formativa e di autorizzazione dei progetti sperimentali.
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categoria:giornalismo, informazione, politica e potere
venerdì, 10 febbraio 2006
Oggi è stata una giornata importante per l’Unione, gli esponenti del centro sinistra dei variopinti partiti che compongono la coalizione erano seduti attorno ad un tavolo per firmare il programma. Da questo tavolo si è alzata prendendone le distanze Emma Bonino, rappresentante della Rosa nel Pugno. I motivi della rottura risiedono su due punti fondamentali: i Pacs e la scuola pubblica.  Sui patti civili di solidarietà, i radicali e i socialisti si sono sempre espressi in maniera favorevole e pensavano di trovare l’appoggio della sinistra più radicale, stesso si dica per la scuola pubblica in sole “tre” righe Emma Bonino chiedeva che fossero chiusi i rubinetti che da sempre hanno versato risorse verso le scuole private tagliandole alla scuola pubblica, oggi si scopre che l’attacco  mosso alla politica a favore delle scuole private promossa dal  governo di centro-destra era solo strumentale, e l’Unione non la vuole abbandonare.

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categoria:politica, informazione
venerdì, 10 febbraio 2006
Caro Livio, ho letto il tuo commento. Grazie per l'attenzione. Purtroppo non si tratta solo del parlamento, o dei politici, che in fondo sono  una minoranza. Manca  il sentire comune nella gente, che da troppi hanni   è stata educata a inseguire il proprio interesse particolare, dimenticando di appartenere a una collettività che può crescere e star bene solo se riduce  lo spazio degli egoismi. E purtroppo maanca anche il buonsenso. Il crollo del Muro di berlino avrebbe dovuto indurre l'abbandono delle ideologie, invece sono  piùvive e accecanti di prima. Sembra di essere tornati nel 1948.
postato da: francescofusco alle ore 10:55 | Permalink | commenti
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giovedì, 09 febbraio 2006
Parliamo delle grandi opere nazionali annunciate con un bel "Stiamo lavorando per voi". Analizziamole:
- Roma terza corsia Raccordo Anulare...se andrà bene si finirà tra due anni circa......
- viadotto della Salerno-Reggio Calabria....ma non doveva essere agibile già  vent'anni  or sono?
- tangenziale di Mestre: il filmato  in onda in televisione è qualcos'altro...non esiste nemmeno il plastico...
- Mose: bello "hai visto lo hanno realizzato! " commenta ignaro il telespettatore: peccato pero' che la Comunità Europea abbia bocciato, già da molto tempo, il progetto per l''impatto ambientale.....
 L'autore dello spot? Presidenza del Consiglio....e lui colpisce ancora!
postato da: valentina6441 alle ore 14:38 | Permalink | commenti (9)
categoria:politica, informazione, politica e potere
martedì, 07 febbraio 2006
Non mi sono mai interessata moltissimo di sport, nonostante la mia assiduità nello svolgerlo nel periodo migliore dei miei anni, ma quando si parla di Olimpiadi e di Mondiali allora quella "fiamma" si riaccende e divento per l'occasione la piu' esperta cronista sportiva .
Leggo con orgoglio da un'agenzia di stampa che il presidente della CIO, Jaques Rogge, in data odierna ha posto per primo la firma sul muro della tregua. Una parete di metallo lucido, su cui atleti, tecnici e membri della famiglia olimpica lasceranno un segno della loro presenza e soprattutto, una testimonianza che lo spirito di pace e amicizie tipico dei giochi "potrebbe essere per sempre", come recita la scritta bianca realizzata proprio sopra il muro. "Il mondo rispetta la tregua olimpica da migliaia di anni - ha ricordato il presidente del CIO - ed anche se purtroppo sappiamo che non è eterna, spero che sarà cosi' anche in occasione dei giochi di Torino": Il muro sarà inaugurato giovedi' prossimo, giorno in cui anche il Presidente della Repubblica Ciampi porrà la sua firma, a testimonianza che le spiacevoli contestazioni alla "Fiamma", non hanno fatto altro che rinforzare lo spirito olimpico e le numerose iniziative a sostegno della tregua olimpica. Spero solo che questi gesti di pura civiltà umana persistano nel tempo...ma sappiamo, purtroppo, che finiti i giochi finita la "favola".
postato da: valentina6441 alle ore 15:05 | Permalink | commenti (4)
categoria:informazione, società
martedì, 07 febbraio 2006

Ogni fine di legislatura, di qualsiasi governo, di qualsiasi colore politico, ha registrato una serie di provvedimenti per preparare la campagna elettorale o per far approvare le ultime leggi che si dividono in: natura politica ideale, di tutela degli interessi dei gruppi che hanno appoggiato o appoggeranno la campagna elettorale. Il governo, in questi giorni è impegnato ad emanare le ultime leggi. Una delle più recenti ha voluto fare un graditissimo regalo alle scuole private: l’abolizione dell’esame per il passaggio alla classe successiva. La nota “regalo” è la numero 777 dello scorso 31 gennaio. Gli alunni soggetti all'obbligo scolastico, che si avvalgono dell'istruzione privata, assicurata presso strutture scolastiche organizzate (scuole private non paritarie), non sono tenuti a sostenere, al termine di ciascun anno scolastico, esami di idoneità alla classe successiva, ivi compresi, al termine della scuola primaria, gli esami di idoneità alla prima classe della scuola secondaria di I grado. Dopo lo scandalo registrato nei giorni scorsi nelle scuole di Palermo, oggi è possibile addirittura andare oltre. Il tutto  mentre, la scuola pubblica piange una riforma che vede un taglio indiscriminato di risorse e di personale.

postato da: LiborioButera alle ore 13:05 | Permalink | commenti
categoria:politica, informazione, società
domenica, 05 febbraio 2006
Girando in rete mi sono imbattutto nel blog di 2twins, vi ho trovato questo banner che ho voluto pubblicare. Come sempre si scopre che chi urla al lupo, al lupo nei fatti si comporta nella stessa maniera. In fondo trovate le stesse parole di M&A che riportano al blog che ha reso pubblica la notizia.



Alla fine, mi sa che è solo quella parte di Italia che non si crede moralmente superiore a non aver fatto ricorso ai condoni. Ma i leader del centrosinistra, hanno la pretesa di esserre presi seriamente? m+

PS: grazie a Daw per i banner.
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categoria:politica, giornalismo, informazione, società, politica e potere
sabato, 04 febbraio 2006
La libertà è a sinistra, è nel comunismo, così dopo la seconda guerra mondiale urlavano i partigiani quelli di sinistra, quelli comunisti. Invece dell’America, preferivano allearsi con  l’URSS, e non solo subito dopo la guerra. Dove quella dittatura rossa è stata applicata, ha causato devastazioni, fame, ma tutti avevano diritto ad un pezzo di pane una casa e un lavoro. Tutti dovevano essere uguali a tutti, nessuna distinzione tranne i Dirigenti del partito. Il comunismo, quella dittatura, non attecchì solo in Unione Sovietica, si espanse in tanti altri Stati: Cina, Corea e Cuba, per fare qualche esempio. Ma dopo la caduta del Muro, si pensò che ormai quei tempi erano lontani, scomparsi, gli Stati “rossi” come la Cina hanno iniziato un processo di modernizzazione, infatti, lo sta facendo, ma a quale prezzo? Vi invito a visitare questo sito: Laogai. Vi troverete tanti documenti agghiaccianti che vedono coinvolti i poveri cinesi, costretti a lavorare sotto schiavitù, lì, non esistono il rispetto dei diritti umani. E a Cuba se la passano meglio? Macchè! C’è un giornalista che sta morendo:  Guillermo Farinas, direttore dell'agenzia «Cubanacan press», si sta lasciando morire di fame per protesta contro il divieto, in vigore per lui e i suoi giornalisti, di usare Internet, strumento indispensabile per l'esercizio del proprio lavoro. Lo rende noto «Reporter sans frontieres», che riporta una dichiarazione di Farinas: «Se devo essere un martire dell'accesso all'informazione, lo sarò». La “democratica” Cuba, governata del dittatore Fidel Castro, non ammette nessuna voce fuori dal coro diretto dai suoi censori. Noi di internet libero e accessibile, possiamo solo diffondere queste notizie che a volte  vengono occultate dai media.

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categoria:giornalismo, diritti umani, informazione, politica e potere, violenza politica
sabato, 04 febbraio 2006

Che un ristorante Torinese debba scrivere: “durante l’evento sportivo torinese” e non durante l’Olimpiade non mi sta bene! Questo va contro lo spirito olimpico. Le Olimpiadi sono di tutti, non solo di chi le organizza e degli sponsor che pagano! Un po’ di decenza e di rispetto per la città che ospita l’evento. Non poter esprimere liberamente la propria cultura, perché McDonald’s ha pagato e solo nelle sue mangiatoie si può pronunciare la parola Olimpiadi è un fatto inaccettabile e vergognoso. Inoltre quelle polpette unte e bisunte non hanno nulla a che vedere con la tradizione italiana. E’ una vergogna!

Amo le Olimpiadi, e non saranno certo queste nefandezze a condizionarmi, ma mi rendo conto che lo spirito olimpico è troppo spesso tradito, sempre e solo per questioni di denaro.

Auguro a tutti di godersi le prossime Olimpiadi, e a chi sarà a Torino consiglio di provare i fantastici ristoranti della città, e di lasciar perdere le polpette, in Piemonte ne abbiamo per tutti i gusti. Su Torino 2006 blog parleremo anche di cosa e dove mangiare durante i giochi olimpici.

La scrittura di questo post è dovuta alla lettura di un articolo di Massimo Granellini nella prima pagina de La Stampa di ieri. Un articolo dal titolo: “Giochi Proibiti”.

postato da: kingzac alle ore 18:18 | Permalink | commenti (2)
categoria:societÃ