Il nostro è senza dubbio un Paese meraviglioso ma senza dubbio pieno di contraddizioni. L’ultima notizia strana arriva dal ministero dell’Istruzione (MIUR) che come ogni anno ha consegna
to le borse di studio ai migliori studenti per rappresentare l’Italia e l’italianità all’estero. Quest’anno ha scelto, certamente per meriti ed intelligenza oltre che per i risultati scolastici, un nome accompagnato da un cognome arcinoto e non certamente per essersi distinto per imprese eroiche in favore del Paese ma piuttosto per essere latitante da più di 30 anni: Provenzano. La primula rossa siciliana, in questi anni, ha dato dimostrazione di abilità oltre che di intelligenza, certamente non le ha usate a fin di bene, ma riuscire a sfuggire alla cattura per tutto questo tempo, ha dimostrato al mondo intero di potersi prendere gioco di uno Stato dotato di uomini, tecnologie, intellighenzia ed investigatori di primo livello. Il figlio, infatti, ha un curriculum studentesco di tutto rispetto, è molto stimato nel suo ambiente: ha conseguito la laurea in lingue e culture moderne, presentando una tesi su 'I goti come oggetto di etnografia' e ottenendo un punteggio di 106/110. attualmente si trova in Germania nel liceo 'Stadtische Gesamtshule' di Schwerte, nella regione del Nordreno Vestfalia, dove per anni ha vissuto suo zio Simone (lavorava in fabbrica fino a quando fece ritorno a Corleone): è assistente di lingua italiana con un incarico che durerà fino a dicembre. Questa notizia si potrebbe commentare in diversi modi, anche nella maniera più ovvia, io voglio andare controcorrente, e sperare che questa borsa di studio a Francesco Paolo, possa servire ad allontanarlo dalla cultura mafiosa che ha vissuto in famiglia e che possa essere da esempio per tutti quei giovani che ancora in Sicilia vedono la mafia come una possibilità di lavoro o addirittura di riscatto sociale.
Le vittime del bullismo hanno la vita segnata per sempre: "Ogni giorno avevo il terrore di entrare a scuola", ha raccontato Sophie Amor una ragazza inglese di 23 anni che finalmente ha ri
cevuto un risarcimento di 20 mila sterline (pari a circa 30mila euro) per essere stata vittima del bullismo nella scuola pubblica che frequentava in Galles. Racconta episodi raccapriccianti e di come i suoi compagni delle elementari, le sputavano addosso, la prendevano in giro perché grassa e la picchiavano, tanto che una volta fu costretta a mettere dei punti intorno all'occhio dopo essere stata sbattuta di proposito per terra. “Non potevo nemmeno camminare nei corridoi senza che qualcuno facesse un commento o sbattesse, di proposito, contro di me” ha aggiunto Sophie, addirittura a 9 anni tentò il suicidio con un’overdose di farmaci, a 14 anni si ritirò da scuola perché gli venne diagnosticata la depressione. Segna la vita il bullismo, la segna nel peggior modo possibile, spesso viene considerato una semplice bambinata, e non viene posta la giusta attenzione. Sophie oggi ha 23 anni ma non ne è ancora uscita: "E ora non esco nemmeno più di casa se vedo che in strada sta passando qualcuno dei ragazzi che mi hanno offeso o malmenato. Quella che sto vivendo non è una vita vera e propria... è un'esistenza e basta. Purtroppo odio questo mio modo di reagire, ma non posso cambiarlo". I genitori davanti alla sofferenza dei figli, spesso non denunciano questi episodi perché sperano che rientrino da soli, perché credono che gli equilibri si stabiliranno crescendo, ma a volte non è affatto così. Parlare di bullismo è già un importante passo avanti. Sensibilizzare gli adulti può significare togliere dal terrore un bambino che a quell’età rischia di subire traumi che poi si manifesteranno in tutta la loro “efferatezza” in età adulta, quando sarà difficile intervenire.
Le finanziarie degli ultimi anni si sono accanite sulla scuola tagliando le risorse necessarie per una normale gestione degli istituti. Giungono notizie che in alcune scuole elementari, che i genitori sono costretti a fare le collette per comprare la carta igienica. Un esempio che lascia capire in che stato è stata ridotta la scuola in questi ultimi anni di tagli e solo tagli. Nell’ultima finanziaria sono state soppresse le “indennità di missione”, la successiva circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze, datata 11 gennaio 2006, ribadisce ciò che la Finanziaria impone:
Vediamo, nel dettaglio, quali erano i compensi previsti per il trattamento di missione:
1. € 20,45 al giorno (misura intera);
2. € 13,62 al giorno (ridotta di 1/3) per i dipendenti che fruivano di alloggio gratuito;
3. € 10,22 al giorno (ridotta del 50%) per i dipendenti che fruivano di vitto gratuito;
4. € 6,81 al giorno (ridotta di 2/3) per i dipendenti che fruivano di vitto e alloggio gratuito.
In Lombardia, per esempio, la Direzione regionale ha già riunito il 3 febbraio tutti i dirigenti di licei e istituti tecnici per informare del progetto e pare che abbia già fissato come data ultima per l'adesione il 28 febbraio. Alcuni collegi dei docenti, hanno già bocciato il progetto di sperimentazione e altri si apprestano a farlo. Ma come ho avuto modo già di dire, perché questa forzatura? Questo decreto ha aperto un contenzioso con le regioni che con un’altissima probabilità lo vinceranno e spazzeranno via il materiale prodotto con la sperimentazione. Dopo il 9 aprile il quadro politico potrebbe cambiare e l’Unione pur dichiarando di non voler abrogare la legge Moratti, potrebbe apportare delle sostanziali modifiche nella fase emendativa con la cancellazione del doppio canale. Partire con una sperimentazione, non solo è rischioso ma anche deleterio. Le voci messe in giro per incentivarne l’avvio sono assolutamente false, infatti, essa non potrà garantire ne i posti di lavoro ne tanto meno la stessa scuola. Per intenderci, se un ITIS decide di sperimentare un indirizzo di liceo tecnologico, la cosa in sé non dà certezze per il futuro sul fatto che possa continuare a farlo anche se e quando la riforma andrà a regime. Con la riforma l'istruzione professionale viene definitivamente espulsa dal sistema di istruzione per essere inserita in quello della formazione. Questo deve essere assolutamente evitato. Allo stesso modo gli istituti professionali non devono farsi abbindolare dall'idea che la sperimentazione del "campus" li possa salvare dal baratro del secondo canale, perché così si rimane in contatto con il canale d'istruzione e quindi solo parzialmente esclusi. Il ruolo del secondo canale resta sempre lo stesso anche sotto lo stesso tetto e cioè accogliere esclusivamente gli studenti espulsi dal sistema dei licei o precocemente canalizzati verso il lavoro alla fine della scuola media. Per concludere, per fermare la riforma nefasta bisogna bocciare nei collegi dei docenti l’avvio della sperimentazione. Ancora una volta la scuola è chiamata a salvare se stessa, ci riuscirà anche questa volta? Siamo o abituati a vedere prodotti del griffatissimo made in Italy contraffatti, al punto che le aziende che producono i falsi hanno dato vita ad una vera e propria economia parallela. Adesso però, a fargli c
oncorrenza si sono aggiunti Paesi come, Cina, Corea, India e altri in via di sviluppo, che ormai hanno invaso i mercati occidentali, di prodotti contraffatti. Adesso sembra che non si stanno solo limitando a contraffare capi alla moda, ma addirittura in Sicilia, esattamente a Vittoria, terra che coltiva il famosissimo pomodorino “datterino” meglio conosciuto come pomodorino di Pachino o ciliegino, la Guardia di Finanza ha scoperto e sequestrato 3.600 cassette per un valore di circa 200 mila Euro di pomodorino contraffatto, si, proprio così, contraffatto! La merce era arrivata dalla Spagna, ma coltivata in Marocco, il prezzo di mercato si aggira intorno ai 0.60 centesimi di Euro al chilogrammo, ma dopo aver apposto il marchio falso, magicamente il prezzo lievitava fino a toccare i 7 Euro al Kg. Le cassette erano pronte per essere spedite sia nei mercati isolani che addirittura anche all’estero. Grazie a questa operazione, si è scoperto che esistono Paesi dal clima simile che cercano di rubarci quote di mercato producendo dei veri e propri “falsi agricoli”.I pomodorini, veri e pregiati sono quelli della «fascia trasformata» che va da Pachino a Vittoria, e sono particolari perché crescono su un humus composto da sabbia salina che viene riscaldata dal forte sole siciliano: questa è la zona che in tutta Europa ha più luce e più calore. Insomma un dono della natura che cinesi, marocchini e altri Paesi che una volta venivano chiamati terzo mondo, ma non lo sono più, si mettono a copiare. La nostra agricoltura ha specificità uniche come l'arancia rossa e, appunto, il pomodorino: dovrebbero essere le reginette dei mercati, e invece vengono insidiate dalle contraffazioni. Ormai si copia tutto. Si arriva all'assurdo che un'industria canadese produce il «prosciutto di Parma» dopo averne registrato il marchio, mentre il vero prosciutto di Parma per avere accesso in Canada deve cambiare denominazione. E' l'epoca delle due «F»: falsari e furbi.
Può un ministro della Repubblica comportarsi come il più becero dei blasfemi? La logica imporrebbe di no, specie in un momento così delicato che vede uno scontro frontale di civiltà. Ma per cavalcare l’onda emotiva dei suoi elettori, il leghista Calderoli, ha pensato bene di far stampare su delle magliette le vignette incriminate e di esibirle con orgoglio in televisione. La reazione non si è fatta attendere a Bengasi, in Libia, davanti al consolato italiano, l’unico peraltro occidentale, è scoppiata una feroce protesta. La polizia locale, intervenuta «energicamente» per disperdere la folla, avrebbe usato le armi. Ci sarebbero dei feriti, anche 11 morti. Durante i tafferugli i manifestanti, che non hanno comunque raggiunto l'edificio, hanno dato fuoco a tre o quattro vetture dei funzionari, tra le quali quella del console Giovanni Franco Maria Pirrello, che per motivi di sicurezza è stato portato via dalla polizia. Berlusconi ha sconfessato il Ministro e ne ha chiesto le dimissioni, ma Calderoli, nonostante abbia messo a repentaglio la vita di gli italiani presenti nelle aree più calde, non fa passi indietro e dichiara: «Pentito? Ma stiamo scherzando? Attentati e violenze di matrice islamica sono cominciate molto prima di qualunque maglietta». Certo Calderoli, certo, ma questo non giustifica il Suo comportamento che oltre all’incoscienza, rasenta l’idiozia, farebbe bene a dimettersi e di andare ad esporre le sue perle di saggezza politica altrove e non mentre ricopre cariche istituzionali.
La nostra è una società che galoppa verso l’informatizzazione di massa, le vendite dei computer negli ultimi anni è quasi raddoppiata, così come i collegamenti alla rete internet. Per poterne usufruire in pieno c
’è bisogno di una almeno sufficiente conoscenza della lingua inglese, e chiaramente una buona conoscenza della lingua italiana scritta e letta. Ovvio direte voi, ma non sempre è così. In Italia c’è un argomento che spesso rimane tabù, mi riferisco all’analfabetismo di ritorno, fenomeno molto diffuso tra gli adulti, che con il tempo hanno perso la capacità di lettura e di scrittura. Sta diventando una vera e propria piaga che richiederebbe da parte dello Stato una politica che favorisca la formazione continua anche in età adulta. I dati emanati l’istituto CEDE sono allarmanti, si parla del 5% della popolazione di età compresa tra i 16 e i 65 anni, ovviamente stiamo parlando di un fenomeno assai complesso che ha radici profonde e non solo limitate ad una carenza di istruzione di base. Sicuramente la formazione continua e permanente in età adulta potrebbe rappresentare un’importante arma per limitare i danni di un fenomeno che se trascurato può assumere dimensioni spropositate. Un consiglio semplice che mi sento di dare, è quello di riprendere a scrivere oltre che a leggere, aiuta molto, provate ad esempio a scrivere un blog, aiuta molto.
Ogni fine di legislatura, di qualsiasi governo, di qualsiasi colore politico, ha registrato una serie di provvedimenti per preparare la campagna elettorale o per far approvare le ultime leggi che si dividono in: natura politica ideale, di tutela degli interessi dei gruppi che hanno appoggiato o appoggeranno la campagna elettorale. Il governo, in questi giorni è impegnato ad emanare le ultime leggi. Una delle più recenti ha voluto fare un graditissimo regalo alle scuole private: l’abolizione dell’esame per il passaggio alla classe successiva. La nota “regalo” è la numero 777 dello scorso 31 gennaio. Gli alunni soggetti all'obbligo scolastico, che si avvalgono dell'istruzione privata, assicurata presso strutture scolastiche organizzate (scuole private non paritarie), non sono tenuti a sostenere, al termine di ciascun anno scolastico, esami di idoneità alla classe successiva, ivi compresi, al termine della scuola primaria, gli esami di idoneità alla prima classe della scuola secondaria di I grado. Dopo lo scandalo registrato nei giorni scorsi nelle scuole di Palermo, oggi è possibile addirittura andare oltre. Il tutto mentre, la scuola pubblica piange una riforma che vede un taglio indiscriminato di risorse e di personale.


avevano diritto ad un pezzo di pane una casa e un lavoro. Tutti dovevano essere uguali a tutti, nessuna distinzione tranne i Dirigenti del partito. Il comunismo, quella dittatura, non attecchì solo in Unione Sovietica, si espanse in tanti altri Stati: Cina, Corea e Cuba, per fare qualche esempio. Ma dopo la caduta del Muro, si pensò che ormai quei tempi erano lontani, scomparsi, gli Stati “rossi” come la Cina hanno iniziato un processo di modernizzazione, infatti, lo sta facendo, ma a quale prezzo? Vi invito a visitare questo sito: Laogai. Vi troverete tanti documenti agghiaccianti che vedono coinvolti i poveri cinesi, costretti a lavorare sotto schiavitù, lì, non esistono il rispetto dei diritti umani. E a Cuba se la passano meglio? Macchè! C’è un giornalista che sta morendo: Guillermo Farinas, direttore dell'agenzia «Cubanacan press», si sta lasciando morire di fame per protesta contro il divieto, in vigore per lui e i suoi giornalisti, di usare Internet, strumento indispensabile per l'esercizio del proprio lavoro. Lo rende noto «Reporter sans frontieres», che riporta una dichiarazione di Farinas: «Se devo essere un martire dell'accesso all'informazione, lo sarò». La “democratica” Cuba, governata del dittatore Fidel Castro, non ammette nessuna voce fuori dal coro diretto dai suoi censori. Noi di internet libero e accessibile, possiamo solo diffondere queste notizie che a volte vengono occultate dai media.
Che un ristorante Torinese debba scrivere: “durante l’evento sportivo torinese” e non durante l’Olimpiade non mi sta bene! Questo va contro lo spirito olimpico. Le Olimpiadi sono di tutti, non solo di chi le organizza e degli sponsor che pagano! Un po’ di decenza e di rispetto per la città che ospita l’evento. Non poter esprimere liberamente la propria cultura, perché McDonald’s ha pagato e solo nelle sue mangiatoie si può pronunciare la parola Olimpiadi è un fatto inaccettabile e vergognoso. Inoltre quelle polpette unte e bisunte non hanno nulla a che vedere con la tradizione italiana. E’ una vergogna!
Amo le Olimpiadi, e non saranno certo queste nefandezze a condizionarmi, ma mi rendo conto che lo spirito olimpico è troppo spesso tradito, sempre e solo per questioni di denaro.
Auguro a tutti di godersi le prossime Olimpiadi, e a chi sarà a Torino consiglio di provare i fantastici ristoranti della città, e di lasciar perdere le polpette, in Piemonte ne abbiamo per tutti i gusti. Su Torino 2006 blog parleremo anche di cosa e dove mangiare durante i giochi olimpici.
La scrittura di questo post è dovuta alla lettura di un articolo di Massimo Granellini nella prima pagina de