martedì, 31 gennaio 2006

Ricevo due giorni fa una e mail da un collega, appartenente ad un gruppo dei DS, in cui mi si allegava un file dal nome “Il programma dell’Unione”.

Finalmente!” esclamo soddisfatta e fidandomi della fonte, orgogliosamente inoltro questo file a chi penso possa essere interessato.

Apro e stampo meticolosamente le 274 pagine fitte fitte di un programma di proposte a dir poco “fiabesche”. Leggo tutto, ma proprio tutto ( e mi ci vogliono due giorni infatti): sulla costituzione, sul fisco, sull’economia, sulle politiche sociali, sul federalismo, sul mezzogiorno, sulla scuola, sulle comunicazione, sul diritto all’informazione, sull’immigrazione, sul  patrimonio sociale. Rimango basita. Una prima parte estremamente curata, ma alla fine risultante romanzata; una seconda parte a partire dalla scuola fortemente deludente e scarnamente commentata. Nel frattempo ricevo un’altra e-mail in cui mi viene indicato il link da cui proviene questo programma…anzi “bozza” di programma. Ancor piu’ stupita apprendo che non è il sito ufficiale dell’Unione o di altro partito appartenente all’Unione e allora sollevata dalla delusione iniziale dico “Fortunatamente non è il vero programma dell’Unione…”. Ma a questo punto una domanda nasce spontanea: scusate “compagni”, ma il programma, quello vero, quello ufficiale, quello di cui ogni vostro elettore avrebbe il diritto di essere a conoscenza, scusate…ma dov’è?

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categoria:politica
sabato, 28 gennaio 2006

Mi è tornata sotto gli occhi in questi giorni la drammatica vicenda di Virgilio e Stefano Mattei, bruciati vivi per ragioni politiche nell’Aprile del 1973 (l’anno in cui sono nato). Io considero il valore della vita umana al di sopra di qualsiasi cosa, e non posso che soffrire nel ripercorrere certe vicende. Provo anche grande tristezza nel vedere, sentire e leggere di tutte quelle persone a cui non interessa la verità e la costruzione di una società libera, ma interessa solo la propria lotta di classe e di partito. L’Italia non ha ancora fatto i conti con il proprio passato, e questo io non lo posso accettare. L’Italia non ha ancora smaltito le scorie della guerra civile e in molti lottano ancora per evitare che lo faccia.

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categoria:violenza politica
venerdì, 27 gennaio 2006

Lo abbiamo sempre detto che il futuro dell’informazione sarà su internet. Dallo scenario disegnato nel corso del convegno (notizia ANSA)  “L’informazione nell’era multimediale” tenutosi a Milano è emerso che le notizie brevi guadagneranno sempre più spazio e i nuovi media, con internet in testa, prenderanno sempre più piede al punto che nel 2010 le notizie sulla carta stampata subiranno un forte arretramento. Le previsioni dicono che l'informazione online raggiungerà una penetrazione del 45% tra gli adulti consumatori abituali di notizie, mentre i giornali si assesteranno al 36%. Salda nelle sue posizioni la tv che terrà il passo di Internet (con il 43%). Si distribuirà diversamente anche il tempo trascorso davanti ai media. Se il piccolo schermo continuerà a catturare la stessa quota di attenzione, si passerà sempre meno tempo a sfogliare le pagine di un giornale: la quota di time-share scenderà dal 41 al 22%. Aumenteranno più del doppio invece i momenti trascorsi davanti a Internet, dal 9 al 24%. In ascesa anche il mobile, da meno dell'1% al 5%. Cresceranno le nuove forme di comunicazione come il blog e il videoblog, dunque, si allargherà di molto l’offerta e vedremo sicuramente nascere nuove forme di “distributori di notizie”.  A dire il vero, già qualche gruppo composto da persone attente al nuovo mercato e alle nuove tecnologie, è gia stato costituito  tra le cui fila emergono giornalisti del calibro di Luca Ajroldi (Direttore), Mario Pinzaùti, Ulisse Spinnato Vega e Lorenzo Bordoni. Questi ultimi si occupano di politica ma oltre a loro  sono presenti blogs che trattano di gastronomia (peperosso) di televisione (tvtribe) di innovazioni tecnologiche e cosi via. Giornalisti, questi,  che hanno capito anzitempo  l’importantanza della rete e soprattutto l’interscambio con i propri lettori e frequentatori dei vari blogs. Quella di internet attraverso il blog è  un’informazione sicuramente più alla portata di tutti, più “umana” e diretta, dove il lettore può interagire con l’autore del “pezzo”, cosa che non avviene con la carta stampata e a maggior ragione con la televisione: oltre alla comodità del mezzo, il segreto della crescita esponenziale consiste anche in questo. Lo stupefacente mezzo ha permesso collaborazioni prima impensabili: un mio caro amico ha scritto un libro con la collaborazione di Francesco Renda, noto storico siciliano. I due attraverso la rete si scambiavano bozze, idee e tutto ciò che serviva per completare l’opera.  Noi siamo in linea con quanto è emerso dal convegno con la speranza che la politica resti fuori da questo campo. L’ultimo dato: il 50% degli italiani possiedono il computer contro la media europea che si avvicina all’80%.

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categoria:giornalismo, informazione, societĂ 
giovedì, 26 gennaio 2006

Quando si pensa alla scuola e all’insegnante inevitabilmente il pensiero va alla lavagna, al pezzetto di gesso o pennarello e alla famosa matita rossa. Oggi grazie ad un investimento da parte del MIUR (ministero istruzione università e ricerca) ci 15 milioni di euro la famosa lavagna andrà in pensione, almeno nelle otto regioni italiane che sperimenteranno le nuovissime tecnologie. Gli studenti, a partire dal 2006, apprenderanno verbi e teoremi grazie a strumenti didattici multimediali contenenti simulazioni interattive e test di valutazione mirati ad individuare e colmare specifiche carenze degli alunni.  Le regioni che partiranno con la sperimentazione sono:  Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La famosa lavagna sarà sostituita dei modernissimi Learning object” dove i moduli d’insegnamento si “incastreranno” su un desktop interattivo e somiglierà al famosissimo video game Tetris. Un modulo didattico, dunque, non sarà spiegato solo dall’insegnate ma sarà accompagnato da suoni, immagini, e simulazioni interattive con lo scopo di rendere accattivante ed interessante la lezione. Quanti di noi in classe abbiamo rischiato l’abbiocco a causa di una spiegazione noiosa della Prof che ci propinava la sua spiegazione con un tono lento ma costante? Io di sicuro, ricordo ancora la mia professoressa di matematica, oltre ad avere una voce estremamente stridula era di una noia e di una cattiveria mortale. La nuova tecnica, giustamente, impone agli insegnanti di aggiornarsi e aprirsi  verso le nuove tecnologie. Era ora che fosse finanziata una vera e propria innovazione, per onor di cronaca,  va ricordato che i docenti si aggiornano a proprie spese e che non è prevista nessuna forma di rimborso se non in maniera residuale. I docenti, per applicare questa nuova tecnologia didattica, saranno dotati di un computer portatile collegato via internet  ad una Libreria nazionale virtuale: un immenso data base da dove scaricare i moduli interattivi. Il progetto però non finisce qui e non si limita, infatti, a facilitare l’insegnamento dell’italiano. Nei prossimi anni, all'introduzione dei “Learning object” si affiancherà, infatti, l’ “E-inclusion”, che si propone di favorire, grazie all'impiego delle nuove tecnologie, l'integrazione e l'inclusione nella vita scolastica degli studenti svantaggiati o stranieri, con particolare attenzione per gli alunni affetti da disabilità di tipo cognitivo. In coda al suo governo Berlusconi potrà dire che un po’ la scuola la modernizzata e sarà ricordato per aver pensionato la lavagna.

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categoria:informazione, societĂ 
mercoledì, 25 gennaio 2006

Da molto tempo non se ne parlava, ma sembra che a Licata in provincia di Agrigento, sia deceduta una persona e il sospetto è che era afflitta dal morbo della mucca pazza, la cosiddetta sindrome di Creutzfeldt-Jakob, la variante umana della così detta malattia della mucca pazza. L’uomo aveva 63 e come da protocollo l’ospedale “Paternò Arezzo” di Ragusa, centro regionale di riferimento, ha prelevato l'encefalo, il cervelletto e il tronco cerebrale del defunto e ha inviato i campioni all'Istituto superiore di sanità di Roma e al centro nazionale di riferimento di Bologna. I risultati degli esami per accertare se l'uomo fosse affetto da encefalopatia spongiforme si conosceranno tra 60 giorni. L'uomo deceduto era stato ricoverato negli ultimi mesi a Caltagirone dopo un periodo di cure a Milano. Questo caso sicuramente metterà di nuovo in discussione il ritorno della “Fiorentina” la famosa bistecca con l’osso rientrata proprio in questi giorni sulle tavole degli italiani. Negli ultimi anni la salute collettiva, tra mucche ammalate, polli e alimenti avvelenati, è stata messa in seria discussione. Stranamente di mezzo ci si trovano sempre le multi nazionali dell’alimentazione, e se ritornassimo al genuino?

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categoria:giornalismo, alimentazione, informazione, societĂ 
martedì, 24 gennaio 2006
....e per continuare il tema Auditel ricordo lo squallore che il povero abbonato RAI ha dovuto assistere domenica scorsa,  per la vergognosa rissa avvenuta  in diretta tra due personaggi, ospiti di Domenica In.
Una volta, qualche anno fa per la precisione, l'abbonato sarebbe stato tutelato dalla stessa tv di stato per alcuni motivi : in primis perchè all'epoca personaggi di bassa lega, incivili e maleducati,  diventati  oggi famosi chissà per quale  mano potente, non partecipavano assolutamente a trasmissioni televisive della tv di stato, in secundis perchè all'interno della stessa RAI esistevano VERI dirigenti, che avrebbero ordinato di interrompere immediatamente quell'indecenza per totale rispetto del telespettatore.
E oggi? NO! Oggi si manda in onda anche questa volgarità altrimenti come fa a salire lo share?
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categoria:informazione, societĂ 
martedì, 24 gennaio 2006

Si è svolto, la scorsa settimana, a Roma, presso la sede della Federazione Nazionale della Stampa, un seminario sull'Auditel, con la presentazione della seconda edizione aggiornata del libro di Roberta Gisotti "La favola dell'Auditel". Penso che chiunque legga avrà una vaga idea di cosa sia l'Auditel: è un sovrano tiranno che esordi' il 7 dicembre 1986 sostituendo il vecchio indice di ascolto, che subi' un prima riforma nel 1997 all'epoca della legge Maccanico, e che nonostante l'Authority nata a seguito della riforma, non si riusci' a togliere l'Auditel per colpa di un compromesso politico. Roberta Gisotti, invece, è una giornalista, scrittrice che con grande fermezza e volontà ha affrontato questo argomento sfatando le "false" verità sui dati di ascolto  rilevati per i programmi televisivi proprio dall'auditel. Ha stupito, infatti, molti lettori, che nella prima edizione hanno preso atto delle testimonianze delle famiglie -Auditel, sul come utilizzassero il meter (strumento tipo decoder che rileva le preferenze televisive) e come, diventati dopo anni, schiavi della diabolica "macchinetta" , eludessero i controlli.
Per chi non ha avuto la fortuna di leggere il libro , e per non essere io stessa ripetitiva, consiglio di consultare il sito dove si possono trovare brani stessi della precedente edizione, nonchè articoli  legati a questo argomento: http://www.articolo21.com
Per tornare alla presentazione svoltasi il 18 gennaio u.s., c'è da far notare che la divulgazione del tema del seminario, legato peraltro all'uscita dell'edizione aggiornata del libro, non ha avuto grande risonanza sui quotidiani nazionali, mentre hanno dato spazio giornali locali quali "L'Eco di Bergamo" "Italia oggi", tg satellitari di Sky TG24 e Rai News 24, nonchè i siti piu' qualificati in tema di comunicazione tra cui "Articolo21", "Puntocom", "Key4biz", "Megaship", "Information Safety and Freedom"; "Peacelink". Se qualcuno si aspettava di vedere, almeno al tg regionale, vista anche la larga partecipazione di politici "in", qualche passaggio del seminario, è rimasto "a bocca asciutta". Certo, meglio non pubblicizzare chi dice la verità!

p.s.
L'autrice del libro, rispondendo ad una mia e mail, ha commentato: "E per fortuna è proprio su questi canali (leggi Internet), che oggi viaggia l'informazione piu' qualificata che arriva alla "teste pesanti" che possono ancora sperare di riportare la democrazione delle comunicazioni in Italia".

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categoria:politica, giornalismo, informazione
domenica, 22 gennaio 2006

Quante notizie non passano dai media nazionali, ma quante… Adesso ve ne racconto una che sicuramente non sentirete mai, né alla radio ne tanto meno la vedrete leggere nei TG televisivi. Sotto i riflettori, questa volta, ci sono le università. Come sapete ormai a causa dell’autonomia, questi poveri Rettori (si fa per dire) si devono ingegnare per rubare iscritti a destra e a manca, per portare soldi alle loro università, le scuole fanno lo stesso, ma oggi le lasciamo in pace. Per questo motivo, capita di girare per le città e assieme al faccione di Berlusconi e di Rutelli che invitano a votarli, vi trovate quella di un Magnifico Rettore che dice: se vi iscrivete da Noi… promettono mare e monti esattamente come i supermercati nelle campagne di sconto, se poi volete comprare una laurea non c’è problema, l’importante avere i soldi (Striscia ci campa da anni). Queste università, per poter sopravvivere organizzano e curano anche i corsi abilitanti degli insegnanti tecnico pratici, come chi sono? Sono i docenti di laboratorio, quelli che mettono in pratica la teoria e che da sempre hanno sposato il motto di Confucio: Se ascolto, dimentico; se vedo, ricordo; se faccio capisco. E bene, questi docenti, in questi mesi stanno frequentando i corsi abilitanti organizzati dalle università e costati circa 2000 Euro per docente. Direte beh allora va tutto bene, se paghi avrai in cambio un buon servizio, ma quanto mai!! Per scandalizzarvi vi invito a leggervi questo documento e segnalare il blog ai vostri amici o conoscenti che si trovano in una situazione simile. Lo scandalo e i disagi che stanno vivendo questi poveri insegnanti come al solito stanno passando sotto gli occhi di tutti e senza che nessuno muova un dito per cercare di ridargli la giusta dignità che meritano.  Sono ad un passo per subire il danno e la beffa, noi cercheremo di documentarvi sulle loro vicende di vita e professionali, certo non siamo la Rai, ma con il vostro aiuto possiamo diffondere la notizia. Chi pensava che le università offrissero cultura, professionalità e quant’altro, beh… oggi sa che non è esattamente così! Grazie Berlinguer per averle rese autonome!

 

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categoria:giornalismo, informazione
domenica, 22 gennaio 2006

La tragica vicenda di Sergio Ramelli, mi ha sempre riempito di tristezza, e non voglio ricordarla in questo post (è sufficiente inserire il nome in un motore di ricerca per avere tutte le informazioni). La ragione che mi spinge a scrivere è l’aver appreso che a Como, nel lungolago è stata distrutta per l’ennesima volta la targa commemorativa di Sergio Ramelli. Questo ragazzo, ucciso a colpi di chiave inglese per ragioni politiche, non è ancora ritenuto per alcuni degno di riposare in pace, e probabilmente sono gli stessi che non lo ritenevano degno di vivere e poi di avere una normale sepoltura. Ci sarebbe molto da dire sulle vicende legate a Sergio Ramelli, ma io non ci riesco, mi si rivolta lo stomaco.

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categoria:storia
giovedì, 19 gennaio 2006
Bravo Adriano, querela, querela, dai una lezione a tutte le persone che parlano di te a sproposito! Tu si che puoi fare e dire tutto in Tv..... Gli altri devono stare attenti quando parlano o scherzano sulla tua persona...... Bravo Adriano, querela, querela, tu si che dai l'esempio.
postato da: kingzac alle ore 13:12 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, 18 gennaio 2006
Che il mondo della scuola sia pieno di contraddizioni non è una novità. Negli ultimi tempi, si è andato sempre più esagerando con escamotage per racimolare punti e superare, con tutti i mezzi, colleghi della stessa graduatoria. Ci si riferisce in modo particolare ai vari corsi universitari di perfezionamento e soprattutto, a pagamento! Tali “stratagemmi”, del tutto leciti poiché previsti dalle "tabelle di valutazione dei titoli" emanate dal Ministero dell'istruzione, nascerebbero con delle finalità nobili: la formazione e l'aggiornamento degli insegnanti. In molti casi, in realtà, servono a far arricchire gli organizzatori e a rovinare docenti precari che non possono permettersi di “sborsare” le modiche cifre che vanno dalle 800 ai 3000 euro e più, il tutto per ottenere 2 o tre punti. Attualmente, analizzando le proposte, di vari enti e associazioni, ci si potrebbe esprimere con il seguente slogan: se possiedi 2000 euro ottieni 2 punti, se, nell'arco di alcuni anni, potrai spenderne 20.000 otterrai 20 punti (fino ad un massimo di trenta). Più che corsi di formazione sembrano fondi di investimento! Di tali eventi non ne parla nessuno, l'omertà vige sovrana, chi ha soldi se ne sta zitto, si iscrive ai suddetti corsi, possibilmente a distanza, on line, e ottiene i punti. E' significativo il fatto, che tra i docenti di ruolo, nessuno, o quasi, si sente motivato a seguire tali percorsi e ciò dimostra che il vero interesse sono per gli organizzatori i soldi e per i docenti i punti, altro che perfezionamento! Con siffatto sistema, sembrerebbe che i docenti precari corrispondano il “pizzo” per mantenere il loro posto in graduatoria e chi non può permettersi di pagare tali cifre sarà destinato a “perdere quota”, e non importa se trattasi di un insegnante veramente preparato e colto: la sua “cultura” non porta soldi al sistema
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categoria:informazione
mercoledì, 18 gennaio 2006

Qualcuno in passato moltiplicò i pani e i pesci per dare da mangiare ai partecipanti del banchetto, questo Signore rispondeva al nome di Gesù. Il nostro Presidente del Consiglio, un po’ si è sempre considerato “unto” dal Signore per dimostrarlo negli ultimi giorni si è prodigato a moltiplicare la sua immagine e le sue idee in tutte le trasmissioni televisive e radiofoniche che parlano di volta in volta ad un pubblico diverso. Lo scopo è, dunque, quello di fare arrivare il suo messaggio a tutti, dalla casalinga all’anziano e addirittura ai neo diciottenni, infatti,   è intervenuto a Ballarò, per convincere i telespettatori di sinistra, al processo di Biscardi per parlare ai calciofili, a Uno mattina per rimbambire chi come me la mattina ha il vizio di svegliarsi con gli strafalcioni di Giurato e invece appena accesa la TV chi ti vedo sì proprio lui, Silvio che sciorina la sua predica. Il mite Presidente della Repubblica, oggi, si è sentito in dovere di fare un appello  a favore della parcondicio, ha chiamato in causa anche Gentiloni, l’attuale Presidente della commissione di vigilanza della RAI. Mi chiedo se se queste continue apparizioni televisive siano positive per lui e per la sua coalizione, certo è che in passato altri si sono serviti di personaggi diversi come la Ferilli, Biagi, Santoro, Benigni ed altri ancora, questo però non giustifica il suo comportamento. E’ anche vero  che in politica quello che contano di più sono i precedenti, ma è arrivato il momento di creare precedenti positivi e di distinguersi da chi in passato ha usato queste armi pubbliche per un proprio vantaggio politico. In Italia, forse i nostri rappresentanti non lo hanno compreso, ma c’è bisogno di una maniera nuova di gestire la cosa pubblica, quella vista negli ultimi 10/15 anni ha stufato e temo che alle prossime elezioni si noterà a causa del forte astensionismo.

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categoria:politica
mercoledì, 18 gennaio 2006

Storace e Pistorio studiano la norma per cui si sospendano in caso di errore manager, direttori, primari   

I 4 PUNTI
1
Rimozione dalla catena di comando delle Asl e degli ospedali di chi è responsabile di gravi errori e che è stato condannato per questi. La sospensione dal servizio resta comunque una decisione che può essere presa dallo stesso magistrato, anche in attesa di giudizio, se esistono motivi per ritenere che la sua presenza sul lavoro possa rappresentare un pericolo.
2
Istituzione di una cabina di regia tecnica presso l'Assessorato della sanità per varare immediatamente misure di indirizzo e coordinamento che riducano la possibilità di errori professionali o malfunzionamenti dei sistemi e delle apparecchiature.
3
Mettere a regime l'impianto della rete di emergenza-urgenza sanitaria, compresa quella neonatale e pediatrica della regione e rivedere il programma di edilizia sanitaria puntando alla rete dell'urgenza attingendo, grazie all'articolo 20, alle somme non spese per cui è possibile effettuare una rimodulazione di spesa.
4
Una quota dei fondi per gli obiettivi di piano da assegnare alla Regione Sicilia per l'anno 2006 e successivi potranno essere utilizzati per un progetto specifico che dovrà essere individuato.

Finalmente una misura giusta per responsabilizzare i medici che spesso ahimè, maneggiano la vita dei pazienti con assoluta noncuranza. Benvengano le misure dure!

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mercoledì, 18 gennaio 2006
 

ADSL, attivazioni sempre più faticose?

Questo il quesito di un utente che intende passare da un provider all'altro senza dover obbligatoriamente passare per Telecom. In realtà si può fare, ma solo con alcuni operatori

Roma - Buongiorno, sto scrivendo per sensibilizzare il maggior numero di persone riguardo a ciò che sto per scrivere. Mi presento: mi chiamo Davide Fiorenzo De Conti e sono, in primo luogo, un cittadino italiano. In secondo luogo sono un consumatore e in quanto consumatore vorrei poter decidere a che servizi aderire, ad esempio riguardo alla ADSL.

Sarò breve perchè, realmente, non c'è molto da dire. In questi giorni mi sono interessato, per conto di alcuni amici, all'attivazione di una linea ADSL2 (l'operatore è Tiscali, ma credo che non importi molto). L'appartamento dei miei amici è coperto dalla rete di unbundling e così avevano pensato di aderire ad un servizio vantaggioso rispetto al loro attuale contratto (Fastweb). Bene, la questione è questa:
per collegarsi con Tiscali, è necessario scollegarsi da Telecom e per farlo è necessario avere la linea Telecom. E la suddetta linea, per contratto, deve essere tenuta almeno un anno. Questo significa che se uno non ha linea telefonica ed è coperto da unbundling, deve comunque attivare per un anno Telecom (a dire il vero nel contratto c'è scritto che è possibile chiudere prima pagando comunque un anno di canone, ma sinceramente, abituato come sono da tutti questi pacchi che ci vengono tirati, non credo che l'iter sarebbe indolore).

Bell'esempio di libera concorrenza... mi chiedo: ma al momento di privatizzare, perchè lo stato (con la "s" minuscola) non si è tenuto la gestione delle linee lasciando unicamente la privatizzazione per i servizi? Grazie dell'attenzione, porgo cordiali saluti.

Davide Fiorenzo De Conti

Gentile Davide
lei ha ragione: Tiscali non permette, ad oggi, come verificato da Punto Informatico, di attivare un'ADSL in case dove non ci sia una linea voce Telecom. Nemmeno agli utenti coperti da rete unbundling Tiscali. A questi ultimi permette di abbandonare Telecom, ma non di attivare il VoIP in assenza di una precedente linea voce.
Tiscali è però un'eccezione. Fastweb e, da novembre, Wind permettono di attivare una linea voce anche in assenza di linea Telecom. È possibile quindi diventare in modo immediato utenti di questi operatori, senza bisogno di passare da Telecom. Fastweb offre questa possibilità su linea VoIP, in un pacchetto che comprende, obbligatoriamente, l'accesso Internet (ADSL o fibra ottica) e la Tv su IP. Wind offre, agli utenti raggiunti da rete unbundling, una linea PSTN o (ma solo alle aziende) ISDN.
Sono inoltre numerosi i provider che offrono un'altra possibilità: attivare un'
ADSL senza linea voce (in assenza di Telecom) e poi farci passare il VoIP (dello stesso operatore ADSL o di altri, a scelta dell'utente).
A presto, Alessandro Longo
www.alongo.it

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martedì, 17 gennaio 2006
La legge Percorella è una legge che nasce morta. Si tratta di una legge nata da un progetto della maggioranza. La motivazione data a sostegno del progetto è la seguente: Si tratta di una legge volta ad abbreviare i tempi dei processi, una legge a garanzia che una sentenza di assoluzione non venga convertita in secondo grado in una sentenza di condanna. Sull'accorciamento dei tempi dei processi mi si presenta alla memoria un'altra legge "giustificata" e mossa dallo stesso principio volto alla diminuzione dei tempi. L'ex Cirielli: l'unica legge che è stata disconosciuta anche dal suo autore, la riteneva "falsata" dalle modifiche dei suoi stessi compagni di partito. La legge Pecorella toglie un grado di giudizio al sistema giuridico italiano. Lo toglie solamente all'accusa. Oggi in Italia esistono due gradi di giudizio (ordinario, e d'appello), più un grado eventuale (la cassazione). Con la Pecorella una sentenza di assoluzione in primo grado diviene definitiva, non potrà in alcun caso essere revisionata. Questa legge non vedrà mai la vita. Tecnicamente perchè esiste un principio nella costituzione che equipara nel processo l'accusa e la difesa, e questa legge contravviene chiaramente a questo principio. Questa è la ragione per cui forse Ciampi non la firmerà, e la ragione per cui se verrà firmata la Suprema Corte l'annullerà. Su un piano programmatico il sistema giuridico italiano è studiato per offrire garanzie di realizzazione di un procedimento il più corretto possibile, e meglio volto ad accertare la verità sui fatti oggetto del processo. Le regole giuridiche sono studiate per offrire queste garanzie, le regole che gestiscono il processo sono realizzate avendo sotto gli occhi il peggior pubblico ministero possibile, il giudice più corrotto esistente, l'avvocato più inesperto, e per fare in modo che pure in queste condizioni la sentenza risultante dal procedimento sia la più equa possibile. La legge pecorella contravviene questo semplice schema di garanzia. Certamente contravviene ai diritti di un imputato ad essere sottoposto ad un processo che abbia vent'anni di durata, ma non si risolve questo problema tagliando le garanzie alla base del principio del diritto ad avere un processo equo.
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categoria:informazione, politica e potere
martedì, 17 gennaio 2006

In questi ultimi anni le banche più volte sono state tirate in ballo per diverse questioni: gli alti tassi d’interessi praticati, i costi di gestione dei conti correnti e altre spese che da sempre hanno penalizzato i correntisti. In questi ultimi giorni gli istituti di credito (UNIPOL, BNL, ANTONVENETA) sono sotto inchiesta per via delle scalate spericolate. Ma ci sono altre storie meno note che vedono coinvolte banche e risparmiatori. Oggi un’altra banca di area di centro sinistra è sotto i riflettori, la filiale del Monte dei Paschi di Siena di un paesino siciliano che si chiama Naro. Questa agenzia negli anni ha raccolto verso di se più del 60% dei risparmi degli abitanti di quel paesino, la fiducia verso la direttrice e l’Istituto bancario è stata totale, oggi però, l’economia di quel paese è in ginocchio a causa di un ammanco di 8 milioni di Euro, "persi" in borsa dalla sua vice direttrice. I clienti dopo aver appreso la notizia, si sono giustamente allarmati, la finanziaria collegata all’istituto bancario non si è potuta tirare indietro dallo scandalo, al punto che la sua vice direttrice Nicoletta Pirano si è autodenunciata per aver dilapidato i risparmi dei suoi clienti. Ancora una volta a rimetterci sono i poveri risparmiatori che si affidano agli istituti bancari riponendo verso di loro la massima fiducia e invece le brutte sorprese sono sempre a dietro l’angolo, mi viene da pensare che forse la cosa più sicura rimangono i vecchi materassi utilizzati dai nostri avi, almeno quelli rimanevano sempre a portata di mano.

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categoria:informazione
sabato, 14 gennaio 2006
Dal 1° gennaio 2006, la Turchia ha una nuova moneta, la "nuova lira turca" (Yeni Turk Lirasi), che sostituisce la vecchia lira super svalutata, alla quale sono stati tolti non meno di sei zeri. Guardando la nuova moneta da 1 lira, salta subito all'occhio che assomiglia stranamente alla moneta da 2 euro. Se confrontiamo queste due monete, notiamo che hanno esattamente lo stesso aspetto (un anello di nickel che circonda la parte centrale in rame) e quasi la stessa dimensione. Allo stesso modo, sull'altro lato è raffigurato, come molti euro, una testa (si tratta qui di Ataturk, come gli euro ci mostrano il re di Spagna, il re del Belgio, Dante, ecc.). L'unica differenza è il numero: al posto del 2 dei due euro, c'è un 1. Oltretutto, si può notare che questo 1 è graficamente molto simile all'1 di un euro. Questa moneta da una lira turca è quindi una abile imitazione, giuridicamente inattaccabile, della moneta da due euro. Vale 0,4 euro. Per il momento, siate prudenti e controllate che vi diano monete da 2 euro e non monete da una lira turca, poichè hanno cominciato a circolare
postato da: LiborioButera alle ore 23:11 | Permalink | commenti (3)
categoria:informazione
venerdì, 13 gennaio 2006

Il grande successo economico cinese di questi ultimi tempi, mi ricorda per molti aspetti quello russo ai tempi dei piani quinquennali di Stalin, costati la vita a milioni di persone.

Per grande balzo solitamente si intende quello perpetrato da Mao Zedong, che aveva causato una carestia da 20 milioni di morti, ma io voglio chiamare in questo modo anche la progressione attuale, che sta facendo emergere incontrastata l’economia cinese.

Anche questo grande Balzo, sta però avendo un prezzo, pagato in vite umane, che rispetto al passato sono più difficili da nascondere.

Su controinformazione affronteremo questo tragico problema, perché ci preme che tutti sappiano cosa si nasconde dietro alcune realtà produttive, e se sia sufficiente il prezzo più economico a farci acquistare prodotti che hanno un costo inferiore di un quid pagato con la vita da molti esseri umani.

Iniziamo ad occuparci del problema segnalando il sito sui laogai, i campi di lavoro cinesi, curato dalla Laogai Research Foundation www.laogai.org

postato da: kingzac alle ore 22:14 | Permalink | commenti (2)
categoria:diritti umani